Tampone rapido negativo: via libera. Anzi, no. La testimonianza

Sabato 6 marzo il contatto con un familiare positivo, il medico di base gli ha quindi prescritto l'isolamento. Poi il tampone rapido negativo, quindi il via libera. Ma nel frattempo le regole in Veneto sono cambiate.

Matteo Scapinello è un ristoratore, gestisce la sua attività a Pradelle di Nogarole Rocca. Negli scorsi giorni si è imbattuto in pieno nel cambiamento delle regole per l’isolamento in seguito al contatto con una persona positiva al Covid-19.

Sabato 6 marzo il contatto con un familiare positivo, il medico di base gli ha quindi prescritto l’isolamento. Simili provvedimenti sono giunti anche per i dipendenti dell’azienda, da parte dei relativi medici (con qualche difformità nell’interpretare il “contatto stretto”).

«La mia quarantena finiva in teoria il 16 marzo con un tampone rapido. Sono andato a farlo dal mio medico: è risultato negativo, quindi mi ha rilasciato il certificato di “via libera” per il giorno successivo».

Scapinello inizia quindi a prepararsi per la riapertura dell’azienda. Tre ore dopo però il medico richiama: «Mi ha detto che il certificato non era più valido, perché i giorni passano da 10 a 14, non più con tampone rapido ma molecolare».

LEGGI ANCHE: Cambiano i tempi per le quarantene anche in Veneto

Altri giorni di isolamento, ennesimo stop per l’attività del ristorante, già gravata dalle limitazioni vigenti.

«Mi sento arrabbiato e penso lo siano anche molti altri che come me hanno concluso la quarantena il giorno 16. C’è una finestra di tempo in cui, come è capitato a me, chi ha fatto il tampone, lo ha fatto inutilmente».

LEGGI LE ULTIME NEWS

Ricevi il Daily

VUOI RICEVERE OGNI SERA IL QUOTIDIANO MULTIMEDIALE VERONA DAILY?

È GRATUITO! CLICCA QUI E SEGUI LE ISTRUZIONI PER RICEVERLO VIA EMAIL O WHATSAPP
(se scegli WhatsApp ricorda di salvare il numero in rubrica)

OPPURE
CLICCA QUI PER ISCRIVERTI AL CANALE TELEGRAM