Suicidio assistito, Valdegamberi: «Vicinanza a Bigon. Dal PD critiche contraddittorie»
Proseguono le tensioni all’interno del Partito Democratico, dopo la scelta di astenersi della consigliera veronese del partito Anna Maria Bigon dalla votazione sulla proposta di legge legata al suicidio medicalmente assistito. La posizione della consigliera Bigon è infatti stata commentata dalla capogruppo del Pd in consiglio regionale Vanessa Camani: «Come Partito Democratico abbiamo sostenuto convintamente questa proposta. Emerge il dato politico relativo al fatto che le parole e le indicazioni del presidente Zaia sono cadute nel vuoto da parte di oltre la metà della sua maggioranza: una spaccatura profonda che non può essere giustificata dalla libertà di coscienza e che sta alla base dello stop alla legge».
Camani ha poi aggiunto: «Al tempo stesso siamo molto dispiaciuti per il voto espresso dalla consigliera Anna Maria Bigon, alla quale abbiamo riconosciuto piena legittimità e libertà. Detto ciò, il rammarico sta nel fatto che la consigliera, pur consapevole che il suo voto avrebbe fatto da ago della bilancia, cosa che le è stata ricordata, non abbia optato per una scelta diversa, dimostrando così un atteggiamento non rispettoso e che acuisce le distanze all’interno del gruppo».
A questo proposito, il consigliere regionale del Gruppo Misto Stefano Valdegamberi esprime solidarietà e vicinanza a Bigon.
«Esprimo il mio apprezzamento per la collega consigliera del Partito Democratica, Anna Maria Bigon, che fin da subito ha sempre manifestato le proprie perplessità a sostenere la legge sull’eutanasia anche per le pericolose derive che questa comporta, sostenendo – come il sottoscritto – che occorre primariamente rafforzare le cure palliative e antidolore. Poiché circolano notizie, anche sulla stampa, di vendette, orchestrate dai vertici del Partito contro la collega, trovo contraddittorio che un partito da una parte pretenda di fare battaglie per la “libertà” individuale, e dall’altra inveisca contro la libertà individuale e di coscienza di un suo consigliere regionale. Per il Partito Democratico un cittadino ha la libertà di finire la propria vita con il supporto dello Stato mentre un consigliere regionale non ha la libertà di votare secondo coscienza?».
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