Sicurezza a Verona, Barbara Bet: «Stanca della “giustizia privata”»

Sul tema della sicurezza nei quartieri, approfondito nei giorni scorsi sulla nostra testata, ai nostri microfoni è intervenuta anche Barbara Bet, imprenditrice della ristorazione che in tempi recenti si è fatta giustizia da sola in merito a un episodio di furto avvenuto all'interno del suo esercizio commerciale. Nell'ultimo periodo è tornata alla ribalta nazionale in…

Sul tema della sicurezza nei quartieri, approfondito nei giorni scorsi sulla nostra testata, ai nostri microfoni è intervenuta anche Barbara Bet, imprenditrice della ristorazione che in tempi recenti si è fatta giustizia da sola in merito a un episodio di furto avvenuto all’interno del suo esercizio commerciale.

Nell’ultimo periodo è tornata alla ribalta nazionale in seguito all’ennesimo furto avvenuto nel tuo ristorante e alla decisione di farsi giustizia da sola. Attraverso i canali social ha denunciato la mancanza di intervento da parte delle forze dell’ordine, rintracciando il ladro in autonomia. Che cos’è successo?

Sì, il ladro in questione è entrato nel mio ristorante, ovvero mia proprietà privata, e quindi mi sono ripresa ciò che mi era stato sottratto, con educazione e senza violenza. Ci tengo però a fare una premessa. Nel video affermo che le forze dell’ordine non fanno niente perché nel mio caso specifico è vero, non sono intervenute, ma ho avuto modo di parlare con diversi comandanti di stazione che mi hanno confessato di essere in forte minoranza. Le forze dell’ordine sono poche, non ci sono abbastanza risorse e quindi anche loro si ritrovano spesso in difficoltà, anche per via dei comportamenti recidivi dei criminali. La giustizia dovrebbe quindi cambiare a monte, a mio avviso, inasprendo le pene anche per reati cosiddetti minori.

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Il suo gesto ha avuto un clamore mediatico importante, da varie testate fino a Mediaset. Si aspettava una risposta di questo tipo?

No, assolutamente. Ho fatto il video proprio perché avevo paura e volevo “immortalare” la situazione che stavo denunciando, per evitare ripercussioni future. A un certo punto mi sono stancata, non è possibile doversi fare giustizia da soli, dover scendere di casa e rischiare la vita e nessuno che agisce perché tutti abbiamo paura. Non voglio dire che sia colpa del sindaco, dell’assessore o del comune, ma chiedo che si faccia un incontro pubblico per discutere del problema, che spesso viene relegato come «una nostra percezione». Ho almeno 3.500 persone che potrebbero dire diversamente. Vorrei sapere quali sono i limiti oggettivi dell’amministrazione comunale, per capire insieme come agire e a chi rivolgerci, magari al Ministero dell’Interno stesso.

In questo momento sei diventata portavoce di molti cittadini…

Sì, mi arrivano numerosissime mail da tutta Italia e da Verona, ma per ora non ho alcun potere. Per questo chiedo un confronto con l’amministrazione comunale, che pare volersi nascondersi davanti a questi problemi.

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Le do una bella notizia: da quando ho sollevato tutto questo casino, nella mia zona non si è fatto vedere più nessun delinquente.

Perché, secondo lei, bisogna arrivare sempre a dover alzare la voce?

Perché le forze dell’ordine sono poche, e non sono tutelate. Se loro fanno il loro lavoro, poi vengono bloccate dai superiori, giudici e quant’altro. Le forze dell’ordine hanno bisogno di aiuto e di leggi che si possano definire tali.

Guarda l’intervista completa

https://youtu.be/Z4H0xHb7dPE
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