Sì Tav, partecipazione politica bipartisan

Dopo Torino e Milano, anche Verona ha dato spazio ai “Sì Tav”. Lo scorso 15 dicembre, dai gradini di Palazzo Barbieri in piazza Bra 200 persone hanno sfidato l’inclemente temperatura mattutina e ribadito il loro sì alle infrastrutture e alla Tav, nel nome della ripresa e della crescita economica.

Dietro la sigla del promotore Comitato Infrastrutture Veneto, si celano diverse sigle del veronese e del Veneto – attualmente 22 e in aumento – in rappresentanza delle imprese e, per la prima volta in Italia, anche dei sindacati. “La manifestazione di Verona – ha dichiarato il coordinatore del Comitato Germano Zanini – rappresenta in assoluto il primo caso in Italia dove organizzazioni tra loro diverse: sindacati, imprenditori, amministrazioni locali, ordini professionali, mondo della cooperazione e società civile si sono radunate assieme nel nome delle infrastrutture, dello sviluppo e del lavoro, in continuità con lo straordinario esempio di Torino”.

Sono passati solo due settimane da quando il Comitato Infrastrutture Veneto si è presentato sulla scena locale. Esplicitamente “apolitico e apartitico”, ha già raccolto crescenti consensi da parte di tutto l’arco parlamentare (esclusi i 5s) e da esponenti delle amministrazioni di governo locali, fino all’ambito regionale.

Pochi giorni prima della manifestazione il governatore del Veneto Luca Zaia ha inviato agli organizzatori una lettera a sostegno delle attività del comitato “Veneto SÌ TAV”. E Mino Giachino, già ideatore del Sì Tav di Torino, ha incassato il supporto del ministro Salvini. “La Tav val bene una crisi di governo!” ha lanciato sabato dal palco veronese l’ex sottosegretario ai Trasporti del governo Berlusconi.

Tra i presenti la capogruppo alla Camera per Forza Italia Maria Stella Gelmini ha chiosato “Il no alle grandi opere, alla Pedemontana, all’ alta velocità condanna l’Italia alla decrescita. Credo sia importante anche la presenza qui della politica per tradurre queste istanze in fatti concreti, governo permettendo”. Le ha fatto eco il senatore forzista Marco Marin che ha ribadito l’importanza strategica della TAV: “Chi non vuole la TAV, la Pedemontana veneta, il Terzo valico, non vuole lo sviluppo del Paese. Speriamo che il governo sappia mettere un freno a questa follia”.

Anche l’onorevole Davide Bendinelli ha evidenziato i vantaggi della TAV e delle infrastrutture: “Creano occupazione, velocizzano il trasporto delle merci e delle persone. Essere qui a discutere sull’opportunità o meno di realizzare una struttura così importante è una follia”. Di analogo registro le dichiarazioni della deputata Pd Alessia Rotta, ma la vera sorpresa sono state le posizioni delle sigle sindacali raccolte fra i presenti e rilanciate poi dal palco dei relatori da Massimo Castellani, segretario CISL di Verona: “Siamo qui perché il lavoro viene prima di tutto e le infrastrutture sono fondamentali. Voglio però sottolineare: infrastrutture sì e viabilità sì ma nel rispetto dell’ambiente. Occorre trovare un equilibrio”.  L’equazione infrastrutture uguale occupazione è stata sposata anche da Lucia Perina (segretario generale UIL Verona) e Sebastiano Costalonga (UGL Veneto).

La parte del leone è toccata però ai sindaci dei vari Comuni del veronese e del veneto, accorsi a sostenere l’iniziativa nel nome del territorio e delle popolazioni rappresentate. Unici politici ad avere a disposizione il palco del municipio assieme al primo cittadino di Verona Federico Sboarina – intervenuto per un saluto e per il suo sì al messaggio pro TAV” – i sindaci di vari Comuni da Padova, Rovigo, Vicenza, a braccetto dei rappresentanti di imprese e associazioni.