Servizio mensa aziendale, un’opportunità per i ristoratori
Gli esercizi della ristorazione possono effettuare servizio mensa aziendale per il pranzo dei dipendenti. Sono necessari alcuni parametri come la stipula di contratti tra gli esercizi e le aziende, i nominativi esatti dei lavoratori e il possesso dei requisiti tecnici e amministrativi. Un’opportunità per i ristoratori della zona arancione, che ad oggi possono effettuare solo il delivery e l’asporto, ma anche per le aziende che non hanno servizio mensa o che non riescono ad adottare tutti i protocolli anti Covid previsti per legge.
L’ipotesi è stata esaminata durante il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, dal sindaco Federico Sboarina e dal Prefetto Donato Cafagna sulla scorta di quanto effettuato già da altre Prefetture. Il primo cittadino, insieme all’assessore al Commercio Nicolò Zavarise e al consigliere comunale Leonardo Ferrari, ristoratore scaligero, hanno poi riferito questa novità, che ovviamente prevede sempre il rispetto di tutte le norme antiCovid fra cui il distanziamento, l’uso delle mascherine e il contingentamento delle presenze.
«Potrebbe essere un’opportunità per gli esercizi della ristorazione che, a causa delle limitazioni per ridurre i contagi, sono in fortissima sofferenza» ha detto Sboarina. «Insieme al Prefetto abbiamo valutato l’eventualità del servizio mensa aziendale per consentire agli esercenti in possesso dei requisiti necessari di lavorare, rispettando sempre protocolli e misure anti Covid, come hanno sempre fatto quando è stato loro concesso».
LEGGI ANCHE Il Veneto resta in zona arancione
«Per attivare il servizio – ha detto Zavarise – bisognerà rispettare sia requisiti tecnici che amministrativi, oltre alla stipula di una convenzione, l’elenco dei dipendenti che usufruirà della mensa. Non è un servizio aperto a tutti, ma mirato a garantire il pasto dei lavoratori. Potrebbe essere un’opportunità in un momento non facile».
«Il delivery non ha dato gli effetti sperati, ogni esercizio ha numerose spese da sostenere» ha concluso Ferrari. «Ecco perché questo tipo di iniziativa ci fa ben sperare, porterebbe una luce in fondo al tunnel. Ovviamente nel rispetto di tutte le regole e dei protocolli, come abbiamo sempre fatto. Un modo per dimostrare che come categoria non siamo degli untori, i contagi non avvengono all’interno dei nostri locali».
In Evidenza
A Cologna Veneta un incontro pubblico sul biometano e la transizione ecologica

Giornata ecologica regionale 2026, focus sulle api: stanziati 100mila euro

Il Veneto terzo in Italia per riciclo RAEE: 22.800 tonnellate gestite da Erion WEEE nel 2025

Aria inquinata, Veneto e Verona ancora insufficienti

“Materia Viva” al Teatro Santa Teresa: una serata dedicata al riciclo dei RAEE

Si accende la CER di Povegliano Veronese: via libera dal GSE

“Rifiuti preziosi” in tasca e in casa: Amia lancia la campagna di raccolta RAEE

Cicloturismo: in Italia si comprano meno bici ma si pedala di più

Gli abeti di Natale buttati? Ora avranno una nuova vita






