Sequestrati cani e scimmie dai laboratori Aptuit per maltrattamento

La Procura della Repubblica ha concluso le indagini preliminari a carico della multinazionale di ricerca farmaceutica Aptuit, inserendo nel registro degli indagati la veterinaria e l’ex presidente dell’azienda. Le accuse sono di maltrattamento di animali e uccisione non necessitata, reati rispettivamente sanzionati dal Codice penale con la reclusione fino a 18 mesi o con la multa…

La Procura della Repubblica ha concluso le indagini preliminari a carico della multinazionale di ricerca farmaceutica Aptuit, inserendo nel registro degli indagati la veterinaria e l’ex presidente dell’azienda. Le accuse sono di maltrattamento di animali e uccisione non necessitata, reati rispettivamente sanzionati dal Codice penale con la reclusione fino a 18 mesi o con la multa fino a 30mila euro e con la reclusione fino a due anni.   

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«Il sequestro di 25 animali tra cani e scimmie a carico della più grande multinazionale che opera in ambito farmaceutico in Italia è una notizia storica: sono stati sottratti ad un destino di sofferenza all’interno di quelle mura, dove insieme a migliaia di cani e scimmie vengono sottoposti a iniezioni, prelievi, test di tossicità che portano a morte dopo lunghe agonie e impianti di sonde telemetriche – tutto all’oscuro dell’opinione pubblica e in condizioni inaccettabili – ha dichiarato Valeria Albanese di LAV -. Stando alle risultanze delle indagini preliminari della Procura l’azienda non avrebbe rispettato nemmeno i criteri minimi di gestione degli animali previsti dalla legge, arrecando così gravi danni fisici e psicologici agli animali». 

Gli animali sono stati tenuti, infatti, in spazi non adeguati e privi di elementi basilari, come una semplice cuccia per riposare. Sono stati lasciati sul freddo pavimento piastrellato di un laboratorio, che non conosce la luce del sole, sottoposti a sperimentazione con altissimi livelli di dolore, a cure inadeguate, a interventi chirurgici per inserire impianti elettrici non più removibili, destinati infine a uccisioni non solo non necessarie, ma persino svolte arrecando ulteriori sofferenze. 

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Nel 2021 la prima segnalazione per il carico di cani beagle

«La notizia della chiusura delle indagini preliminari seguita al sequestro dei 25 animali arriva a tre anni di distanza dalla nostra prima segnalazione circa l’arrivo di un carico di diversi cani beagle presso l’azienda Aptuit, multinazionale veronese dal fatturato milionario (177 milioni nel 2022) che effettua test su animali per conto di aziende farmaceutiche internazionali. Perché nella città scaligera arrivano così tanti beagle se l’utilizzo di cani e scimmie per fini sperimentali è concesso in deroga solo in specifiche circostanze dal Ministero della Salute? E come vengono utilizzati e mantenuti dall’azienda? E che fine fanno i cani e primati a fine progetto? Per rispondere a queste domande abbiamo sollecitato le autorità competenti, il Comune di Verona e i Carabinieri Forestali dove abbiamo depositato due denunce, a svolgere accurate verifiche e controlli. Anche l’opinione pubblica non è rimasta indifferente: abbiamo organizzato una manifestazione nazionale che ha raccolto l’adesione di numerose sigle animaliste e siamo riusciti a far approvare una mozione a firma del Consiglio Comunale, che ha impegnato il sindaco di Verona a “chiedere la liberazione dei cani ad oggi utilizzati in ricerca” nell’azienda Aptuit» ha aggiunto Lorenza Zanaboni di LAV.  

salvataggio lav verona
Il recupero di LAV Verona

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Grazie alle istanze LAV e pressioni all’intervento del Gruppo Carabinieri Forestali di Verona, la Procura, a fine ottobre 2021, ha disposto accertamenti presso l’azienda che hanno portato ad aprile 2022 al sequestro di sette cani beagle, di tutte le scimmie marmoset presenti al momento dell’ispezione all’interno di Aptuit e di sette macachi di giava, oltre all’apertura delle indagini.  

Nel 2022, LAV è diventata custode giudiziaria di sette beagle, sette macachi e undici scimmie marmoset che al momento si trovano accuditi e seguiti da personale competente presso cliniche veterinarie che offrono enormi spazi e personale che da anni seguono cani provenienti da abusi e maltrattamenti. I primati invece si trovano presso il centro di recupero Animanatura Wild Sanctuary a Semproniano, specializzato in specie esotiche e che da anni ospita oltre 50 primati liberati dai laboratori; tali strutture si stanno occupando della loro complessa riabilitazione per recuperare anni di abusi fisici e psicologici.  

«Se queste gravissime irregolarità sono state riscontrate in quella che viene considerata “l’eccellenza” nella ricerca farmaceutica, cosa sta succedendo adesso, in questo preciso istante, negli oltre 500 laboratori italiani? Abbiamo fiducia nelle autorità e ci auguriamo che questo sia l’inizio di un Processo che porti anche alla luce ciò che fino ad ora è stato tenuto nascosto» ha concluso Gianluca Felicetti di LAV.  

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