Beagle a Verona per esperimenti, annunciata una manifestazione degli animalisti

Le associazioni animaliste annunciano una manifestazione davanti all'azienda farmaceutica che ha portato a Verona 20 beagle per sperimentazioni. Anche l'amministrazione comunale si muove.

Beagle Verona Aptuit manifestazione
Foto d'archivio

Negli scorsi giorni sono arrivati a Verona, nella sede dell’azienda farmaceutica Aptuit in Zai, una ventina di cuccioli di beagle da utilizzare nella ricerca scientifica. Aptuit, in via Fleming, è una delle due sedi dell’azienda, che fa parte del gruppo Evotec, multinazionale tedesca.

Un gruppo di associazioni animaliste di Verona ha annunciato per questo sabato, 18 settembre, una manifestazione alle 11 davanti all’ingresso della sede della casa farmaceutica.

«L’arrivo dei 20 beagle nei laboratori – scrivono in un comunicato – è un fatto che, nonostante nelle fasi del trasporto dalla Francia a Verona abbia seguito un iter legale, viene condannato con fermezza dal punto di vista etico e morale da tutte le associazioni animaliste veronesi».

«La manifestazione del 18 settembre intende accendere i riflettori su un argomento sempre più dibattuto dall’opinione pubblica. Le associazioni chiedono quindi con fermezza che Aptuit apra le porte dei propri laboratori per far conoscere esattamente quanti e quali animali sono sottoposti ad esperimenti, la loro provenienza e la loro sorte al termine di anni di sofferenze».

Le associazioni aderenti

Condividono l’appello e l’annuncio della manifestazione:

  • Animalisti Verona,
  • Enpa,
  • Freccia 45 sezione di Verona,
  • Lav,
  • La Voce dei Conigli,
  • Lega Nazionale per la Difesa del Cane di Verona e Legnago,
  • Oipa,
  • Tribù Animale,
  • Verde Blu,
  • WWF.

Si muove anche la politica

Il caso ha destato l’interesse del deputato della Lega Filippo Maturi, che ha condiviso il tema con la consigliera comunale e collega di partito Laura Bocchi. «Mi sono immediatamente attivato e ho chiamato Laura Bocchi, per chiederle di approfondire la questione» scrive Maturi in un post sui social.

«Probabilmente vi ricorderete di Laura perché è stata artefice della liberazione, solo pochi mesi fa, di tre macachi usati per tutta la loro vita dall’Università di Verona come cavie da laboratorio (ora vivono in un santuario della Lav, che ringrazio). Le ho chiesto quindi di approfondire alcuni aspetti importanti di questa vicenda, perché è fondamentale fare luce su alcuni punti».

I punti su cui chiede chiarezza il deputato:

  • provenienza da allevamento autorizzato alla produzione di animali per la sperimentazione;
  • cartelle singole di ogni cane con relativo microchip;
  • autorizzazione della sperimentazione con i cani, e relazione sul perché del loro utilizzo;
  • autorizzazione dello stabulario;
  • invio controllo sanitario per valutare le condizioni di detenzione.

In un gruppo Facebook sono stati richiesti chiarimenti anche al sindaco Federico Sboarina, che in un commento ha risposto «Mi sono già rivolto insieme al consigliere con delega Laura Bocchi, all’ULSS 9 Scaligera affinché vengano fatte le verifiche in azienda».

Le parole della consigliera Bocchi

La consigliera comunale di Verona con delega alla Tutela e benessere animale, Laura Bocchi, conferma di aver chiesto al Settore Veterinario dell’Ulss 9 Scaligera relazione e controlli sulle attività dell’azienda farmaceutica veronese che, in attuazione alla legislazione europea, è impegnata in attività di ricerca con sperimentazione animale sui beagle.

«Abbiamo ricevuto molte segnalazioni da cittadini allarmati dall’arrivo di 20 beagle destinati alla sperimentazione» ha detto Bocchi. «Da LAV abbiamo saputo dell’arrivo dei cani e di concerto con l’onorevole Maturi mi sono informata per dare risposta ai cittadini nell’ambito delle competenze del Comune. Per questo ho chiesto al Settore Veterinario dell’Ulss di verificare e relazionarci sulle condizioni di detenzione degli animali e, come prevede la norma, abbiamo richiesto la documentazione specifica sul progetto anche al Ministero, obbligatoria in queste procedure».

«Attendiamo le informazioni, auspicando che l’Europa modifichi la legge che ad oggi permette il triste utilizzo di questi animali, che potrebbero essere sostituiti dai tanti metodi alternativi emergenti su cui vale la pena investire risorse e finanziamenti».

«La cosiddetta vivisezione è permessa in Europa, anche su animali come i cani, con tutta una serie di limitazioni contenute nel decreto Legislativo n.26 del 4 marzo 2014, che recepisce la direttiva europea che è legge guida in tema di sperimentazione. Per quanto riguarda il Comune, abbiamo fortemente veicolato l’indirizzo di non utilizzare animali per la sperimentazione, sia con la modifica del regolamento comunale tutela animali che adesso vede un articolo 18 bis dedicato proprio alla volontà di Verona di andare verso il Replacement, sia con borse di studio per studiare metodi alternativi alla sperimentazione animali».

«Ricordo infatti che di recente è stata chiuda la linea di sperimentazione sui macachi che abbiamo fortemente voluto e abbiamo potuto realizzare grazie alla collaborazione del rettore dell’università di Verona, professor Pier Francesco Nocini».

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