Senzatetto bruciato vivo, il minorenne chiede sconto di pena

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Appiccò “per noia” il rogo alla auto di Ahmed Fdil, il clochard 64enne di nazionalità marocchina molto conosciuto a Zevio che, dopo aver perso il lavoro abitava per strada. Il 17enne, che aveva agito assieme ad un amico 13enne troppo giovane per essere imputato, ha chiesto il rito abbreviato per garantirsi uno sconto di pena.

Era la notte di Santa Lucia, il 13 dicembre del 2017, Ahmed morì carbonizzato nella sua auto. All’inizio si ipotizzò un incidente poi però le indagini portarono alla sconcertante scoperta: i due ragazzini davano spesso fastidio al signore, e  “per scherzo” quella sera, stando all’accusa, avrebbero lanciato dei fazzoletti di carta accesi con l’accendino addosso alla macchina del clochard, conosciuto e benvoluto da tutti in paese. Oggi a mantenere la memoria e a cercare giustizia per quell’uomo buono, che non ha mai fatto del male a nessuno, c’è il nipote di Fdil seguito dall’avvocato Alessandra Bocchi.