Se l’odio arriva anche tra i banchi di scuola

Episodio di bullismo e razzismo mercoledì su uno scuolabus di Treviso, dove due ragazzine di 11 anni avrebbero invitato un compagno di origine italo-senegalese a sedersi davanti perchè «negro». A denunciare il fatto, la madre del bambino su Facebook. Alessia Rotta: «C’è ancora chi continua a rivendicare “prima gli italiani”…#stoprazzismo».

«I negri si siedono davanti, i bianchi dietro». Questa frase non è stata pronunciata 64 anni fa in Alabama dall’autista di un autobus, bensì due giorni fa, su uno scuolabus di Treviso da parte di due ragazzine di 11 anni. Oggetto del loro “scherno” un coetaneo di origine italo-senegalese.

Questa storia ha molti punti in comune con le vicende vissute da Rosa Parks nel 1955, quando ancora demarcare un confine tra bianchi e neri era considerata la normalità. Eppure questo episodio si è consumato solo due giorni fa. A denunciare l’accaduto è stata la madre del bambino su Facebook, dove ha scritto un lungo post a riguardo: «Arrivato a scuola molto turbato ha ricevuto il sostegno e l’attenzione da professori e compagni che insieme sono andati a denunciare il fatto alla direzione della scuola. Nel pomeriggio sono stata contattata dall’assessore all’istruzione del comune perché una cosa così grave nel nostro comune non era mai successa – si intende proprio il tipo di linguaggio razzista utilizzato». La donna racconta di aver ricevuto molte telefonate di solidarietà da parte anche di altri genitori e conclude invitando tutti ad avere fiducia nelle persone e nelle istituzioni.
Nel frattempo, le due ragazzine, secondo quanto riportato dal Corriere del Veneto, avrebbero negato di aver rivolto all’11enne quegli insulti, giustificandosi con il recente studio della storia di Rosa Parks a scuola.
Nel frattempo sulla vicenda è intervenuta anche Alessia Rotta, vicepresidente vicaria dei deputati del Partito Democratico, che su Twitter ha scritto: «A Treviso un bambino viene bullizzato perché nero. Quanti altri episodi a danno dei bambini devono capitare perché si fermino le parole d’odio e di razzismo? Invece c’è ancora chi continua a rivendicare “prima gli italiani”…#stoprazzismo».