Scuola, proclamato uno sciopero venerdì 10 dicembre

Venerdì 10 dicembre Anief Veneto ha indetto uno sciopero del personale scolastico. «Alla base della protesta c’è la grande delusione per le decisioni prese dal Governo italiano per il mancato rilancio della scuola», riporta il sindacato.

Il segretario provinciale di Anief Patrizio Del Prete e quello regionale Rita Fusinato
Patrizio Del Prete e Rita Fusinato.

Le motivazioni di Anief Veneto

Venerdì 10 dicembre Anief Veneto ha indetto uno sciopero del personale scolastico. «Alla base della protesta c’è la grande delusione per le decisioni prese dal Governo italiano per il mancato rilancio della scuola, a partire dallo schema della Legge di Bilancio 2022 e dalla Nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanze 2021, che disattendono totalmente il “Patto per la Scuola al centro del Paese”, sottoscritto lo scorso maggio dal ministro dell’istruzione e dalle Confederazioni sindacali, relativo alla necessità di adottare interventi urgenti, strutturali e organici per rilanciare il sistema nazionale di istruzione», comunica il sindacato in una nota.

«33 miliardi di Legge di Bilancio, ma solo lo 0,6% viene destinato per riconoscere la professionalità docente. Professionalità ridotta alla “dedizione al lavoro”. Un fondo per pochi! Una logica premiale che fa a pugni con l’effettiva necessità di rendere merito al lavoro della classe insegnante».

«87 euro, invece, è la previsione di aumento del nuovo contratto. Decisamente troppi pochi. 350 euro, poi, è la differenza attuale tra la pubblica amministrazione e il personale scolastico. Sull’organico Covid, invece, è stato fatto ben poco: 300 milioni sono stati trovati per gli insegnanti, ma zero risorse, invece, per il personale Ata».

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Le misure urgenti secondo Anief Veneto:

«Le misure che servono immediatamente sono cinque:

  • concorso Dsga facenti funzioni,
  • riduzione del numero di alunni per classe,
  • abolizione dei vincoli sui trasferimenti del personale,
  • fine delle incursioni legislative in materia di contratto,
  • snellimento delle procedure e meno burocrazie.

Dare stabilità al lavoro di migliaia di precari valorizzando di più il lavoro che si fa in classe. Aumento dei posti dei collaboratori scolastici. E poi: presidi sanitari e sistemi di sanificazione nelle scuole. Basta con le reggenze, un dirigente e un Dsga per ogni scuola».

«Per una scuola giusta per dare stabilità e continuità occorre il “doppio canale di reclutamento” per i docenti dal momento che tantissime graduatorie risultano scoperte e nonostante le continue condanne dell’Europa per il reiterato abuso dei contratti a termine che hanno raggiunto il triste record di circa 250mila precari».

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Lo sciopero nazionale

Sempre venerdì 10 dicembre lo sciopero sarà anche a Roma, con ritrovo alle ore 10:30 davanti alla Piramide, con un corteo diretto verso il Ministero dell’Istruzione.

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