Scuola. Italia Viva contro Zaia, alla critica si aggiunge anche Traguardi

L'ex consigliera regionale Orietta Salemi, ora responsabile Formazione, Cultura e Spettacolo di Italia Viva Verona, accusa il Presidente Zaia di non aver gestito la scuola in tempi non sospetti. Alle critiche si aggiungono le voci di Tommaso Ferrari e di Caterina Bortolaso.

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Orietta Salemi, Italia Viva

«Apprendiamo con amarezza e profonda tristezza della recente ordinanza del Presidente Zaia, il quale decide di tenere chiuse le scuole fino al 31 gennaio. La nostra posizione, anche rispetto alle titubanze e ritardi del governo nazionale, è cristallina: stiamo privando una intera generazione di qualità di relazioni, apprendimento e opportunità che necessitano della presenza in classe e delle relazioni interpersonali che l’ambiente scuola offre nel suo prezioso e fondamentale pacchetto». Così Orietta Salemi già Consigliera Regionale, Responsabile Formazione, Cultura e Spettacolo Italia Viva Verona
Valeria Pernice e Arianna Corropoli – Coordinatrici Italia Viva Verona e Rovigo.

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Orietta Salemi

«Così lasciamo che i ragazzi, oltre a un debito economico enorme, scontino un debito educativo ancora più grande. Possibile che in un Paese di più di sessanta milioni di abitanti il problema siano i due milioni di ragazzi delle superiori? – proseguono – Possibile che se il problema sono i trasporti pubblici, in un anno, la settima potenza economica del mondo, non sia riuscita a trovare una soluzione? E che la Regione, orgogliosa di essere stata la migliore amministrazione nella gestione della prima ondata covid, ora sia in ginocchio, con una situazione sfuggita di mano, costretta ad adottare la peggior soluzione tra tutte, quella di tenere i ragazzi a casa da scuola?».

«Dunque la domanda: quali sono stati i meriti del Governatore più efficiente d’Italia di fronte all’imperversare del virus? Se davvero potevamo vantarci di essere il modello nazionale, che cosa è accaduto, visto che siamo costretti a battere in ritirata e proprio quella peggiore, che mette un’ipoteca educativa pesante sui nostri giovani? Vien da pensare che a marzo non siamo stati migliori, ma solo più fortunati di altre regioni. E aver dormito sugli allori questa estate senza metterci del proprio per garantire il mantenimento dell’eccellenza delle nostre scuole, e cioè la tutela del loro accesso, è una grave responsabilità. – concludono le rappresentanti di Italia Viva – Prevedere da subito una dotazione aggiuntiva regionale al fondo nazionale trasporti per aumentare corse ed evitare assembramenti sui mezzi impegnati nel trasporto scolastico era il primo atto degno di un Presidente riconfermato con un consenso senza precedenti, un primo atto degno di un Presidente che invoca a vuoto ormai da tempo l’autonomia. Così davvero, senza limitarsi alle recriminazioni, ma differenziandosi con un’azione virtuosa, avrebbe dato il segnale che il Veneto tiene, in primo luogo, al diritto inviolabile della formazione. Invece adesso proprio il Veneto è costretto a differenziarsi in negativo, sacrificando la scuola che paga, senza volerlo, errori e responsabilità di altre scelte rivelatesi rischiose e improvvide».

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Sul tema intervengono anche Tommaso Ferrari e Cristina Bortolaso di Traguardi.

Tommaso Ferrari

«Il Presidente di Regione ha deciso che la scuola può aspettare: nessuna riapertura per le superiori prima del 31 gennaio. Il sindaco Sboarina plaude alla scelta di Zaia, ma secondo il movimento civico Traguardi a livello locale non c’è stata alcuna politica per garantire un servizio di trasporti efficiente e sicuro. – afferma Tomaso Ferrari – Che la scuola non fosse una priorità nell’agenda regionale e locale era chiaro già dalle non scelte del periodo pre-natalizio, di cui oggi paghiamo le spese a caro prezzo, tuttavia crediamo sia ora di smetterla di giocare allo scaricabarile: Zaia invoca la scienza, quando i dati ci dicono chiaramente che la scuola non è il problema: il problema è che i nostri enti locali, a partire dalla regione, non hanno saputo garantire trasporti sicuri per gli studenti, attraverso un adeguato piano dei trasporti».

Caterina Bortolaso


«La pressione sui mezzi di trasporto pubblici è un problema reale, ma il Presidente Zaia dovrebbe ammettere che la sua regione non ha mai fatto i compiti per casa e oggi ha accumulato un ritardo incolmabile – commenta Caterina Bortolaso, consigliere di 2^ Circoscrizione e vicepresidente di Traguardi, “per citare l’esempio più vicino a noi, a Verona, contro ogni buonsenso, da maggio gli autobus circolano a orario dimezzato.

«Avevamo già sollevato e problematizzato la questione con un dettagliato odg sulla mobilità presentato in diverse circoscrizioni – continua Bortolaso, – oggi sappiamo che la Prefettura ha presentato un piano di coordinamento scuola-trasporti, che ci pare in grave e colpevole ritardo. Serve solo a palesare il fatto che non ci sia mai stata la volontà di riaprire le scuole a gennaio».