Scuola, Di Michele: «Siamo pronti a ripartire in sicurezza»
Scuola, Di Michele: «Siamo pronti a ripartire in sicurezza»
David Di Michele, vicepresidente della Provincia di Verona con delega alla scuola, ha raccontato ai nostri microfoni come sarà il rientro in aula degli studenti veronesi, per la prima volta da inizio pandemia senza mascherine e previsioni di didattica a distanza.
Lunedì la maggior parte degli studenti tornerà sui banchi di scuola. La Provincia ha avuto un bel lavoro da fare su questo fronte, ma arriviamo pronti al taglio del nastro, giusto?
Sono diversi anni che mi occupo della scuola, e anche quest’anno devo ringraziare la mia squadra di tecnici che ha garantito la ripartenza in totale sicurezza. La Provincia è legittimata della gestione degli istituti di secondo grado, che sono 52. Si tratta quindi di un numero importante, su cui c’è tanto da lavorare e che richiede sempre tanto impegno e organizzazione.
Leggi anche: Scuola, prof. Fasol: «Finalmente torna il compagno di banco»
Dopo due anni difficili si può quindi iniziare fortunatamente in maniera più leggera, seppur sempre con la dovuta sicurezza…
Abbiamo dovuto gestire il problema della pandemia, non ancora superato: una vera e prorpia emergenza, in quanto gli insegnanti non avevano avuto modo di formarsi sulla didattica a distanza, e nemmeno i ragazzi erano pronti. Ho sempre sostenuto che la scuola vada fatta in presenza, perché è fondamentale l’interazione visiva e comunicativa. Bisognava assolutamente tornare alla quotidianità: mi auguro che le cose possano ripartire per tutti nel migliore dei modi.
Guarda la puntata di “Squadra che vince” su Radio Adige Tv
La Provincia si è impegnata, anche grazie ai fondi ricevuti dal PNRR, nel monitoraggio degli edifici scolastici e nel loro efficientamento. Si è quindi cercato di dare agli studenti un contesto favorevole, anche da un punto di vista “abitativo”, giusto?
Sì. A Verona parliamo di una popolazione scolastica di quasi 36mila studenti, in aumento quest’anno. Con la Provincia abbiamo firmato la delibera sugli spazi, mettendo a disposizione molti fondi per ripristinare i serramenti e abbiamo investito 25 milioni di euro sull’antisismica e sulla messa in sicurezza delle strutture. Abbiamo investito diverse risorse anche negli arredi e nei tendaggi che altrimenti sarebbero destinati al macero.
La scelta di efficientare gli edifici è lungimirante, ma dato il caro energia attuale diventa quasi salvifico. C’è preoccupazione per quest’impennata dei costi?
Abbiamo deciso di fare prevenzione, ci siamo riuniti a un tavolo e abbiamo cercato le soluzioni più fattibili e urgenti. Le scelte verranno fatte dal Governo, ma è doveroso capire quali possono essere le soluzioni per ammortizzare i costi anche per un ente dalle nostre risorse, che strada facendo possono diventare insostenibili.
Proprio il Governo ha avanzato la proposta della settimana corta per risparmiare sui costi energetici. Qual è la sua posizione a riguardo?
Si era ventilata quest’ipotesi, è vero. Il nostro suggerimento era di risparmiare risorse, certo, ma anche di rimetterle queste risorse risparmiate per corsi formativi ed educativi. in tutta Italia molte città si stanno allineando su questo, la mia non era una provocazione ma un suggerimento. Ritengo però che sia stato giusto parlarne, perché lo scopo è fare prevenzione.
Tra l’altro avete messo su un piano trasporti molto importante, e adatto alla situazione, no?
Sì. Il settore che è collegato al mondo della scuola richiede molta attenzione. le risorse vanno centellinate attraverso una pianificazione. Allo stato attuale non ci sono particolari criticità, come è emerso dal mio confronto con ATV. Vogliamo monitorare la prima settimana di scuola per vedere se e dove occorre intervenire.
Sono stati eliminati i rientri e gli orari sfasati, questo agevola il trasporto, o no?
Esatto, ritorna la normalità e questo ci fa piacere. il trasporto in questo momento si trova a gestire delle misure tradizionali e non più emergenziali.
Finalmente i ragazzi possono tornare a scuola senza mascherina: un sollievo anche per i docenti. Immagino però che abbiate pensato anche a un piano di riserva…
Noi dipendiamo dalle linee ministeriali, siamo stati abituati all’emergenza del Covid, purtroppo, quindi siamo sempre pronti. Credo che tra tutte le negatività della pandemia, il fatto che i ragazzi abbiano assimilato anche lo strumento della didattica a distanza, nonostante tutte le difficoltà, è positivo. Ci sono tante cose da aggiustare anche in questa modalità: si tratta però indiscutibilmente di un modello utile per i ragazzi e anche per le aziende.
LEGGI E GUARDA: Quante ciclabili a Verona? Il quadro dei nuovi cantieri
In Evidenza
A Cologna Veneta un incontro pubblico sul biometano e la transizione ecologica

Giornata ecologica regionale 2026, focus sulle api: stanziati 100mila euro

Il Veneto terzo in Italia per riciclo RAEE: 22.800 tonnellate gestite da Erion WEEE nel 2025

Aria inquinata, Veneto e Verona ancora insufficienti

“Materia Viva” al Teatro Santa Teresa: una serata dedicata al riciclo dei RAEE

Si accende la CER di Povegliano Veronese: via libera dal GSE

“Rifiuti preziosi” in tasca e in casa: Amia lancia la campagna di raccolta RAEE

Cicloturismo: in Italia si comprano meno bici ma si pedala di più

Gli abeti di Natale buttati? Ora avranno una nuova vita






