Sciopero in Arena. I lavoratori chiedono garanzie

Sciopero di un’ora prima dello spettacolo di Carmen, previsto per giovedì 9 agosto, e un presidio alle 19 fuori dall’Arena. Lo hanno annunciato i sindacati dei lavoratori dello spettacolo in una nota diffusa. Una situazione difficile che si va a sommare alle tensioni già presenti in Fondazione Arena proprio in questo periodo che vedono al centro delle polemiche il ruolo della sovrintendente Cecilia Gasdia e il bando per il nuovo sistema informatico della biglietteria.

Carmen con un’ora di ritardo rispetto a quella indicata sulla scaletta (21.45 invece di 20.45) e un presidio a partire dalle 19 fuori dall’Arena. Questa è la sentenza dei sindacati dei lavoratori dello spettacolo Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil, Fials Cisal e le Rsu della Fondazione Arena che hanno annunciato in una nota lo sciopero di giovedì.

Non una sola ma diverse le motivazioni che hanno agitato le acque in Fondazione Arena in questi giorni portando la tensione a sfociare in una protesta proprio nel bel mezzo della stagione lirica 2018. In primo piano il bando di gara per il nuovo sistema informatico di gestione della biglietteria che richiede una fideiussione, come garanzia, di otto milioni di euro. Messo in discussione anche il ruolo della sovrintendente Cecilia Gasdia. Si fanno, invece, sempre più bruschi gli attriti tra lavoratori e dirigenza. 

Proprio per quanto riguarda quest’ultimo punto le organizzazioni sindacali si sono fatte sentire denunciando le garanzie non credibili della direzione «che, sui temi fondamentali per la tenuta del modello Fondazione, demanda la definizione del nostro futuro a un piano industriale commissionato all’esterno, cui il sindacato non è chiamato a partecipare». Le richieste avanzate dalle organizzazioni, come si legge nella nota, sono quindi:«una vera apertura del tavolo sul contratto integrativo, secondo quanto previsto dall’articolo 47bis ad alcuna direzione del costo del lavoro, in accordo con quanto più volte ripetuto anche da parte aziendale, definizione della pianta organica funzionale del Teatro, con progetto di riempimento progressivo pluriennale e immediata messa in moto dell’iter di richiesta di concorsi nella file/settori gravemente deficitari».

Inoltre vengono chieste «garanzie sul pieno riconoscimento dei diritti di legge e contrattuali di tutti i lavoratori, come ferie, permessi e tipologie contrattuali; definizione, tramite un protocollo per le stagioni future, di un modello di contrattualizzazione del personale aggiuntivo estivo. Ridefinire il calendario di produzione del Festival areniano 2019 con aumento dei tempi di prova, studio e preparazione». Infine la «Consegna della programmazione della stagione invernale con ritorno all’attività su 12 mesi a partire dal 2019, precisazione di titoli, programmi, livelli occupazionali e calendari e inserimento di spettacoli di balletto».

Il consigliere comunale Alberto Bozza ha detto la sua: “Uno sciopero proclamato in piena stagione lirica e con lo scontro tra la Sovrintendente Gasdia e il direttore generale De Cesaris. Una situazione a dir poco imbarazzante. Del resto i nodi vengono al pettine: la Gasdia, di cui non discutiamo la professionalità artistica, fu una nomina partitica, essendo lei di Fratelli d’Italia, che è il vero partito del Sindaco Sboarina”.