Scalzotto: «Mi sento con i sindaci tutte le sere. Ne usciremo insieme»

«Da settimane i miei giorni non hanno nome. Devo fare uno sforzo per capire se siamo a mercoledì o è lunedì» come tutti quelli che sono in prima fila come lui, Manuel Scalzotto, presidente della Provincia di Verona e sindaco di Cologna Veneta, è travolto dalle incombenze, dai confronti, dalle ordinanze e non può permettersi soste.

Anche se certi giorni sono più duri di altri«quando ho ricevuto il primo file dalla Asl con i nominativi dei contagiati nel mio comune, è venuto fuori l’uomo: ho sofferto davvero». Purtroppo c’è poco tempo anche per il dolore personale in mezzo alla pandemia. La gestione di un’epidemia è un turbinio di attività «dalla mattina fino a sera: il confronto con i sindaci, l’analisi e l’interpretazione dei Dpcm, poi la Regione, la Prefettura, il Comitato di Ordine Pubblico. Si fa quello che si deve fare perché tutto finisca il prima possibile».

Cosa state facendo come Provincia per fronteggiare l’emergenza? 

La Provincia ha due funzioni che sta portando avanti. La prima è quella legata alla Protezione Civile che è uno strumento regionale declinato su base provinciale. Siamo quindi noi che coordiniamo i volontari della Protezione Civile nelle loro numerose attività. L’altra funzione che abbiamo è quella del confronto con tutti i sindaci della nostra Provincia. Ci sentiamo quasi tutte le sere in videoconferenza per due ore. Affrontiamo insieme le problematiche che scaturiscono dall’interpretazione dei Dpcm e valutiamo insieme anche le eventuali ordinanze da adottare. E poi ci diamo sostegno a vicenda.

E infatti molti comuni, in primis quello di Verona, hanno interpretato in maniera restrittiva, con ordinanze ad hoc, il contenuto dei Dpcm. Eccesso di zelo o erano misure necessarie nel nostro contesto territoriale?

Io come sindaco di Cologna Veneta ho adottato la medesima ordinanza del sindaco Sboarina a Verona. Come in me, anche in una grande maggioranza dei sindaci della Provincia c’è il dispiacere naturalmente umano di privare le persone di libertà assolutamente naturali ma abbiamo la consapevolezza che questo è l’unico modo per uscirne il prima possibile.

I numeri nel Veronese sono ancora alti, è presto per parlare di decrescita…

Dobbiamo fare di necessità virtù. Tutti i sindaci della Provincia di Verona hanno incrementato l’attività di controllo delle polizie locali con delle iniziative particolari anche con l’impiego di droni e di aerei leggeri soprattutto sul lato del Garda per disincentivare uscite o incontri. Anche in questo weekend pasquale l’imperativo rimane lo stesso: restare a casa. 

Sul fronte del sostegno economico alle famiglie, come vi state muovendo con l’erogazione dei Buoni Spesa?

Saprò dire meglio nei prossimi giorni, per ora ci siamo confrontati con i sindaci e abbiamo creato delle linee guida. Ogni territorio richiede una soluzione a sé. C’è un grandissimo impegno condiviso. Forse, si poteva fare meglio per quanto riguarda le modalità con le quali sono state ricevute queste risorse dai Comuni. La partita poi va ben oltre l’urgenza. La partita vera la cominceremo a giocare dopo che sarà risolta la situazione sanitaria.

Non si può però rimandare la progettualità, per il tessuto economico, ad emergenza finta. State pensando a iniziate Post Covid, in questo senso?

Nella vita sono un fiscalista, sono abituato a fare i conti con i bilanci delle aziende e ad andare ad analizzare i mercati. Credo che si dovrà ripartire dall’esistente e valorizzarlo. Una delle proposte che farò è quella di attribuire la funzione del turismo alla Provincia perché possa porsi come cabina di regia e coordinare tutti gli attori di quel che ricordo essere effettivamente la prima industria della nostra provincia.

Come Provincia, avete il polso della situazione sulle amministrazioni e sui territori, oltre a quello turistico, quali sono i comparti che sapete soffrire di più in questo momento?

Andiamo a macchia di leopardo. Soffrono e avranno conseguenze tutti coloro che oggi sono fermi. Per il settore agricolo, il problema è la manodopera. Serve togliere burocrazia e questo già sarebbe un aiuto concreto per imprese agricole. Poi, tra i tanti, mi viene in mente il mondo del marmo della nostra Lessinia. Tutte quelle aziende che oggi sono  bloccate, avranno necessità sicuramente di una leva per riattivarsi e far ripartire la loro industria e il loro operare quotidiano.

Come Presidente, ma anche come amministratore, come affronta la tragedia nella tragedia: i funerali impossibili, il lutto a distanza che oggi è diventato la più triste delle prassi?

Un profondo rammarico, sono e siamo, come amministratori, consapevoli del valore che è costituito dal conforto della celebrazione. Da parte mia, posso, al momento, solo mandare un grande abbraccio a tutte le persone che hanno vissuto questi lutti personali.