Sboarina: «Nessun attacco alla 194. Sostenere la famiglia non significa essere omofobi»

«L’oggetto del convegno non è mai stato di mettere in discussione la legge 194, così come le altre conquiste sociali di questo paese. Da Verona non parte questo messaggio e nemmeno quello che le leggi non vadano rispettate, altrettanto rispetto la nostra città lo porta alle scelte personali dei cittadini. Condivido le parole di Zaia quando ha detto che ‘l’omofobia è una patologia’. Uomini e donne devono essere liberi di scegliere la propria vita e di esprimere le proprie opinioni. Ma proprio tutti devono poterlo fare, anche i convegnisti del WCF che sono stati coperti da fake news gratuite, intimidazioni e strumentalizzazioni». Queste la parole diffuse poche minuti per mezzo di un comunicato dal sindaco Federico Sboarina per rispondere a chi gli accusa di appoggiare un attacco aperto alla Legge 194.

«In questi stessi giorni a Verona anche il circolo Pink ha utilizzato sale comunali per esprimere la propria idea, per loro nessuno ha avviato lo screditamento mediatico. – prosegue il primo cittadino – Ma, si sa, questo è il metodo tipico della sinistra che vuota le urne ma riempie i giornali. Dal Wcf arriva la difesa di un principio inconfutabile, e cioè che la nostra civiltà esiste perché un uomo e una donna mettono al mondo dei figli. A questo nucleo va dato sostegno quando è in difficoltà, affinché nessuno si debba privare della gioia più grande del mondo: l’arrivo di una nuova vita. Sostenere questo non significa essere omofobi, significa solo tutelare la cellula fondamentale della nostra comunità come garantito dalla Costituzione».