Sarà dimesso domani l’uomo fulminato a Porta Nuova: ecco chi l’ha salvato

Uomo fulminato, ma anche fortunato Verrà dimesso domani l’uomo che il 21 luglio scorso è stato colpito da un fulmine sotto un albero a Porta Nuova. La notizia aveva fatto il giro del paese perché si trattava del primo caso del genere a Verona e perché la gravità dell’arresto cardiaco, dovuto alla potente scossa elettrica,…

Uomo fulminato, ma anche fortunato

Verrà dimesso domani l’uomo che il 21 luglio scorso è stato colpito da un fulmine sotto un albero a Porta Nuova. La notizia aveva fatto il giro del paese perché si trattava del primo caso del genere a Verona e perché la gravità dell’arresto cardiaco, dovuto alla potente scossa elettrica, avrebbe potuto generare lesioni cerebrali permanenti.

Ma alla buona notizia delle dimissioni, se ne aggiunge una seconda, e cioè la dinamica del soccorso. La fortuna per il cittadino straniero è stata che, proprio nel momento in cui il fulmine l’ha colpito, passava in bicicletta un medico dell’Azienda ospedaliera che stava andando in stazione a prendere un treno.

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Si tratta di Remy Joel Egoue Mongoue, dottore della Medicina nucleare Aoui di origini camerunensi e laureato in Italia, che vive a Padova con la famiglia e che stava tornando a casa dopo il servizio. Il dottor Egoue Mongoue ha subito praticato il massaggio cardiaco impedendo al cuore di fermarsi, ha chiamato il 118 e quando l’auto medica è arrivata il cuore fibrillava ancora ripartendo alla prima scossa. La tempestività delle azioni ha prodotto il lieto fine della assenza di complicanze permanenti.

All’arrivo in ospedale il paziente è stato stabilizzato in Pronto soccorso, trasferito in Terapia intensiva del professor Enrico Polati è rimasto due giorni in stretta sorveglianza e poi trasferito in cardiologia dal professor Flavio Ribichini, che lo dimette domani, a nemmeno una settimana dall’episodio.

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Temporale Verona piante colpite porta Nuova
Il luogo dove è caduto il fulmine che ha colpito l’uomo di passaggio il 21 luglio 2023

«Se non ci fosse stato Joel non sarebbe finita così», commenta il dottor Michele Zuffante, responsabile di Medicina nucleare. «Il collega ha subito capito la gravità e ha permesso a questa persona di salvarsi senza conseguenze. Il tutto in condizioni difficili, mentre infuriava il temporale e con il telefono fradicio che faceva fatica a funzionare. Joel non ha dormito due notti fino a quando il paziente non è stato fuori pericolo. È un grande collega, una persona molto riservata ma di grande umanità. A lui dobbiamo il lieto fine».

«Il paziente è in buone condizioni e verrà dimesso domani», aggiunge il primario di Cardiologia, prof Ribichini. «La conclusione positiva è dovuta al fatto che il cuore non ha mai smesso di battere e quindi non ha riportato alcun danno, anche in nessun altro organo vitale. Abbiamo anche scherzato sul fatto che questo paziente, da poco in Italia, adesso deve decidere se restare nel nostro paese oppure se lo ritiene troppo pericoloso».

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