Sanità in Veneto, scontro sulle liste d’attesa fra Regione e sindacato

Azzerate le liste d’attesa per le prestazioni a dieci giorni: esprime soddisfazione l’assessora Lanzarin. Secondo lo Spi Cgil di Verona però si sottovaluta «l'enorme criticità delle liste d'attesa nel settore sanitario».

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Foto d'archivio

Le liste d’attesa per le prestazioni sanitarie continuano a essere un terreno di scontro. L’assessora alla Sanità della Regione Veneto Manuela Lanzarin proclama: «Si accentua il calo delle liste d’attesa. Azzerate quelle a 10 giorni». Ma il sindacato Spi Cgil subito replica: «Sono sorprendenti le dichiarazioni dell’Assessora Regionale alla Sanità che sostiene un miglioramento nella situazione delle liste d’attesa rispetto a qualche mese fa, in quanto non rispecchiano l’esperienza quotidiana dei cittadini».

Negli scorsi giorni l’Assessora alla Sanità della Regione Veneto aveva presentato così gli ultimi dati registrati sul fronte delle liste d’attesa al 16 aprile scorso: «I numerosi interventi e investimenti messi in campo per diminuire le liste d’attesa nella sanità veneta stanno dando importanti risultati. Non tutto è risolto, ma i passi avanti sono vistosi e, con l’applicazione della nuova delibera attualmente all’attenzione del Consiglio regionale, altri verranno».

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«Chi mi conosce sa che non sono avvezza ai trionfalismi – aveva aggiunto Lanzarin – ma i riscontri sui numeri sono univocamente incoraggianti, a cominciare dall’azzeramento delle attese in classe B (entro 10 giorni), che precedentemente faceva segnare 1.500 prestazioni in galleggiamento. Crollano anche le attese nelle altre classi, la D (entro 30 giorni) e la P (entro 90 giorni)».

Nella classe D, segnala la Regione, si partiva da 82.210 prestazioni in galleggiamento, precipitate a 13.900 al 16 aprile. Trend confermato anche nella classe P, dove si partiva da 74.500 prestazioni in attesa e si è arrivati alle 28.300 di oggi.

«Tali numeri – secondo Lanzarin – sono stati raggiunti grazie alle azioni messe in campo, ai fondi gettati nella mischia, all’affinamento progressivo dell’organizzazione, al grande lavoro dei nostri camici bianchi che hanno dato e stanno dando ogni stilla di energia e per questo vanno ringraziati».

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Manuela Lanzarin
L’assessora regionale alla Sanità del Veneto Manuela Lanzarin

La vede diversamente Adriano Filice, Segretario Generale Spi Cgil Verona: «Giornalmente giungono segnalazioni di prestazioni non effettuate, ritardi nei trattamenti e la necessità di rivolgersi alla sanità privata, per coloro che possono permetterselo. L’enorme criticità delle liste d’attesa nel settore sanitario, evidenziata da queste testimonianze, viene sottovalutata dalle affermazioni ottimistiche dell’assessora».

«Inoltre, non si tiene conto del fenomeno delle cosiddette liste bloccate e di galleggiamento, dove si telefona per prenotare un appuntamento e si viene informati che le liste sono già piene, senza alcuna prospettiva di disponibilità immediata, o ci si imbatte nel mancato rispetto delle promesse di richiamo. Un altro segnale allarmante di questa situazione è l’aumento costante della spesa sanitaria privata di anno in anno, il che riflette una perdurante insoddisfazione e disillusione nei confronti del servizio pubblico» continua Filice.

È per queste ragioni che lo Spi Cgil Verona ha lanciato una campagna per il rispetto dei diritti dei cittadini. «È fondamentale saper riconoscere e affrontare apertamente queste criticità affinché si possa garantire a tutti un accesso equo e tempestivo alle cure mediche necessarie. Si tratta di un lavoro di informazione che dovrebbe fare la Regione Veneto, titolare della delega della Sanità, mettendo i cittadini e le cittadine nelle condizioni di distinguere tra una lista bloccata e una lista di galleggiamento e sapere che in ogni caso il cittadino, specie se anziano, ha sempre diritto a ricevere la prestazione prescritta dalla ricetta medica» spiega il sindacato.

Adriani Filice Spi CGil Verona
Il Segretario Generale di Spi Cgil Verona Adriano Filice

La campagna mira inoltre a spiegare la differenza tra prima visita e visita di controllo mettendo al corrente pensionate e pensionati, cittadini e cittadine, di quello che possono esigere per legge e cosa devono fare per ottenerlo.

Nelle sedi Spi sono a disposizione i moduli e le informazioni necessarie ad avviare il percorso di tutela previsto dalla legge nel caso in cui il Cup non sia in grado di soddisfare la richiesta. «Si tratta di sollecitare l’Ulss, nella persona del direttore pro tempore, a rispettare i termini della prescrizione medica. La norma prevede che la struttura sia tenuta e rispondere alla richiesta del cittadino, e disporre che la prestazione venga svolta in regime pubblico ordinario oppure libero professionale “intramoenia” alle stesse condizioni del regime pubblico cioè in esenzione ticket totale o parziale a seconda della condizione reddituale e il quadro clinico del paziente» spiega Filice.

Conclude il segretario dello Spi Cgil Verona: «Invitiamo pensionate e pensionati ad utilizzare lo strumento di tutela per far valere i propri diritti nei confronti delle amministrazioni sanitarie. Alla Regione chiediamo trasparenza e corretta informazione sulla salute. Si tratta di lavorare per rimettere il sistema sanitario pubblico in grado di marciare sulle proprie gambe dopo decenni di definanziamento».

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