Salone del Libro, Comune e Regione: «Rescindere con Altaforte»

Salone del Libro

Comune e Regione chiedono di rescindere il contratto per tutelare l’immagine del Salone del Libro.

La Città di Torino e la Regione Piemonte, soci fondatori del Salone del Libro, hanno chiesto agli organizzatori della manifestazione di rescindere il contratto con la casa editrice AltaForte. «È necessario tutelare il Salone del Libro, la sua immagine, la sua impronta democratica e il sereno svolgimento di una manifestazione seguita da molte decine di migliaia di persone», affermano in una nota le due istituzioni.

«È una richiesta assurda, abbiamo pagato lo stand e siamo giustamente al Salone del Libro. Se dovessero rescindere il contratto, faremo causa. E, ovviamente, la vinceremo», commenta Francesco Polacchi, editore di Altaforte ed esponente di Casapound. «Non so perché è stata fatta questa richiesta – afferma – Non siamo né razzisti né antisemiti e vogliamo confrontarci con gli altri».

«A sinistra esiste un antifascismo militante che diventa una mafia, una mafia culturale. Io ringrazio i vari Raimo, Zerocalcare, Wu Ming e tutti quelli che si sono sfilati dal salone del libro. Loro pensavano di farci un torto sabotandoci ma alla fine, quando andiamo a valutare gli aspetti commerciali, vediamo che il libro con l’intervista a Salvini ha scalato qualunque tipo di classifica» aveva detto Polacchi nel corso di una conferenza stampa sulle elezioni europee convocata a Milano da CasaPound.

«Se fosse stata la mia casa editrice il libro non glielo avrei mai fatto fare a 15 giorni dal voto, questo mostra che è una casa editrice indipendente», gli aveva fatto eco il segretario nazionale di CasaPound, Simone Di Stefano, commentando la pubblicazione del libro con l’intervista a Matteo Salvini di Altaforte. (Ansa)