Sabato a Roma la grande manifestazione dei sindacati. Indagato un veronese di Forza Nuova

È pronta la risposta democratica dei sindacati Cgil, Cisl e Uil dopo l'assalto di sabato scorso a Roma. Intanto la giustizia prosegue il suo corso, con le indagini su altri quattro esponenti di Forza Nuova, fra cui un volto noto dell'estrema destra veronese.

Camera del lavoro di Verona - Manifestazione domenica 10 ottobre 2021
Camera del lavoro di Verona. La manifestazione di domenica 10 ottobre 2021

Pronta la manifestazione dei sindacati a Roma

Continua il dibattito pubblico sui fatti accaduti a Roma lo scorso sabato 9 ottobre, mentre anche la giustizia fa il suo corso. I sindacati confederali preparano una grande manifestazione antifascista per sabato 16 ottobre a Roma e la Procura di Roma mette sotto indagine altri quattro esponenti di Forza Nuova, fra cui il veronese Luca Castellini.

Luca Castellini
Luca Castellini

Oltre ai manifestanti arrestati e denunciati per i fatti di sabato, si aggiungono infatti altri indagati da parte della Procura di Roma. Sono quattro nel filone che ha portato all’oscuramento del sito web di Forza Nuova, fa sapere l’Ansa: Giuseppe Provenzale, Davide Cirillo, Stefano Saija e appunto il veronese Luca Castellini. L’accusa sarebbe di aver istigato «pubblicamente a commettere una pluralità di delitti e contravvenzioni»

Nel comunicato firmato e diffuso domenica dai quattro si leggeva, tra l’altro: «Mesi di piazze pacifiche non hanno fermato l’attuazione accelerata del Great Reset, ora la musica è cambiata e il direttore d’orchestra e compositore è solo il popolo in lotta che ha deciso di alzare il livello dello scontro. […] la rivoluzione popolare non fermerà il suo cammino, con o senza di noi».

Le dichiarazioni della Cgil di Verona

Presidiata nella notte di sabato anche la Camera del Lavoro di Verona, che domenica ha accolto la presenza di numerosi manifestanti e la solidarietà di vari esponenti politici e dell’associazionismo. «La risposta della Cgil all’assalto squadrista alla sede nazionale a Roma da parte di gruppi neofascisti mascherati da novax è forte e compatta» aveva detto il segretario generale della Cgil Verona Stefano Facci. «Con questa mobilitazione straordinaria vogliamo prevenire eventuali azioni emulative nonché difendere un fondamentale principio di democrazia che è la libertà di fare sindacato, che oggi è stato violato».

Presidio davanti alla sede della Cgil Verona
Presidio davanti alla sede della Cgil Verona

Il tema è stato trattato anche ieri sera durante la trasmissione Verona Economia su Tele Radio Adige 640 (ogni sera alle 18 e in replica alle 21 dal lunedì al venerdì), dove è stata ospite Francesca Tornieri della segreteria provinciale della Cgil di Verona.

«Sabato saremo in piazza a Roma, non solo con Cgil, Cisl e Uil, ma anche alcune forze politiche hanno già aderito alla manifestazione. La matrice è chiara, perché oltre all’attacco fisico nelle stesse ore c’è stato anche un attacco informatico nei nostri confronti. Questo rende evidente che si sia trattato di un attacco preordinato e organizzato. La risposta deve essere della democrazia».

«Non ci sono dubbi sulla matrice dell’attacco che abbiamo subito nella sede nazionale. Un tipo di attacco che le Camere del lavoro hanno subito negli anni ’20 del secolo scorso con la crescita del fascismo» è la premessa di Tornieri.

«Ci sono state delle avvisaglie nelle settimane precedenti anche nei pressi della nostra sede di Verona, dove abbiamo visto apparire manifesti riconducibili a organizzazioni ben definite».

Sabato notte anche gli attivisti e delegati sindacali veronesi hanno presidiato la Camera del Lavoro di Verona, tenendo le luci accese come segno evidente di presenza. Il mattino dopo la manifestazione è proseguita con il raduno davanti alla sede provinciale e in alcune sedi di zona. «Abbiamo avuto il supporto e la solidarietà non solo dei nostri attivisti, ma anche di simpatizzanti, della politica, dell’associazionismo, dell’Anpi. Abbiamo sentito forte la solidarietà di tante persone».

Guarda l’intervista a Francesca Tornieri

Dal Veneto arriveranno a Roma oltre duemila pensionati dello Spi

Da Venezia a Belluno, da Padova a Verona, da Rovigo, Vicenza e Treviso, sono decine i pullman che il sindacato dei pensionati sta organizzando grazie a una adesione altissima da parte degli iscritti che, già a centinaia, chiamano per confermare la propria presenza per la manifestazione dei sindacati a Roma.

«Quello che è successo sabato è gravissimo e preoccupante – sottolineano dalla segreteria regionale dello Spi – è stato attaccato il luogo simbolo del lavoro con una violenza inaudita, condotta da alcuni personaggi ben noti che, facendo leva su disagio, paure, ignoranza e disinformazione, hanno ripreso forza riportandoci indietro nel tempo nel pieno degli anni ‘70».

«Molti nostri pensionati sono stati testimoni diretti di quello che ha rappresentato il Ventennio per l’Italia e il loro rammarico ma, ancor più, il disgusto per questi rigurgiti fascisti, sarà rappresentato in massa sabato a Roma».

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