Rizza verso il referendum: via all’iter per unificare la frazione
di Alessandro Bonfante
Un’anomalia amministrativa lunga anni si avvia a trovare una strada per la conclusione. La Giunta del Comune di Verona ha approvato la proposta di deliberazione per l’assetto della frazione di Rizza. L’obiettivo è superare l’attuale frammentazione amministrativa del territorio, oggi diviso tra i confini di Verona, Villafranca di Verona e Castel d’Azzano.
La frazione Rizza conta circa 2.400 residenti, ma la sua gestione è attualmente divisa fra i tre comuni. Questa separazione geografica e burocratica complica la vita quotidiana: dalla manutenzione delle strade alla gestione delle scuole, fino alla pianificazione urbanistica. Ogni intervento richiede un coordinamento complesso tra le diverse amministrazioni coinvolte.
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Il percorso verso l’unificazione non è nuovo. Già nel 2021 i tre Comuni avevano iniziato a dialogare sul tema. Nel 2023, un sondaggio tra i cittadini della frazione ha mostrato una preferenza: la maggioranza dei votanti desidera che l’intera frazione venga aggregata al Comune di Villafranca.
Un voto, quello del 2023, che però era stato criticato dall’allora sindaco di Castel d’Azzano Antonello Panuccio, che rilevava come il voto fosse probabilmente influenzato dall’attuale residenza del cittadino.
I risultati del voto nel 2023, promosso dal comitato Rizza Unita:
- 678 Villafranca,
- 412 Castel d’Azzano,
- 42 Verona,
- 1 bianca,
- 6 nulle.
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La parola ai cittadini e alla Regione
La proposta ora sarà trasmessa alla Regione Veneto, che dovrà avviare l’iter legislativo e il successivo referendum consultivo tra le popolazioni interessate, passaggio necessario per la modifica dei confini comunali.
«Questa scelta – dichiara l’assessore al Decentramento Federico Benini – nasce dall’ascolto del territorio e da un lavoro condiviso tra amministrazioni. L’obiettivo è semplice: rendere più efficienti i servizi e più chiara l’organizzazione amministrativa per i cittadini».
«Rizza oggi è una comunità unica nei fatti, ma divisa nei confini. Superare questa frammentazione significa semplificare la vita quotidiana delle persone, migliorare la qualità dei servizi e programmare lo sviluppo in modo più coerente. Parliamo di scuole, viabilità, servizi di prossimità – aggiunge Benini – che oggi richiedono passaggi complessi tra più enti. Un assetto unitario permetterà decisioni più rapide e risposte più efficaci. È un percorso istituzionale importante, che mette al centro il bene della comunità».
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