Riprendono le vaccinazioni con Astrazeneca, Rugiu: «Dissipiamo ogni dubbio»

«Serviranno alcune settimane per poter recuperare le dosi che non sono state inoculate, ma servirà molto più tempo per informare e rassicurare la popolazione che è stata profondamente colpita dagli eventi avversi segnalati». Il presidente dell'Ordine dei Medici chirurghi e Odontoiatri di Verona, Carlo Rugiu, interviene a margine della ripresa della campagna di vaccinazioni con AstraZeneca.

«Per favorire una alta adesione sarà fondamentale il comportamento dei medici e del personale sanitario – sottolinea il Presidente dell’Ordine dei Medici di Verona, Carlo Rugiu -. No agli atteggiamenti di titubanza di fronte al vaccino». E per accelerare le vaccinazioni giocheranno un ruolo fondamentale i 560 medici di medicina generale del territorio: «Non possiamo fare a meno di loro. Già durante lo scorso autunno hanno dato un contributo fondamentale, vaccinando contro l’influenza oltre 180mila veronesi».

«Per riuscire a raggiungere questi risultati, molto dipenderà dalla nostra organizzazione e dalla nostra capacità di fare una corretta informazione e dissipare i dubbi, favorendo una alta adesione alla vaccinazione. Sotto questo aspetto il comportamento dei medici e del personale sanitario in generale sarà fondamentale: non potranno essere ammessi atteggiamenti di titubanza di fronte al vaccino».

Un ruolo altrettanto importante, sottolinea Rugiu, lo giocheranno i medici di famiglia. Le trattative fra regione Veneto e organizzazioni sindacali dei medici di medicina generale si sono da poco concluse con un accordo che ne riconosce il ruolo centrale nella campagna vaccinale. «A livello locale non possiamo fare a meno dei 560 medici di medicina generale della nostra Ulss: già durante lo scorso autunno hanno dato un contributo fondamentale, vaccinando contro l’influenza oltre 180mila veronesi». Nelle prossime settimane il loro coinvolgimento permetterà di accelerare la vaccinazione anti Covid di quei pazienti anziani e con varie comorbidità, che non possono muoversi per raggiungere gli hub vaccinali. Inoltre, la loro collaborazione sarà indispensabile per vaccinare a domicilio le badanti e quei circa 20mila pazienti che sono seguiti a domicilio nella nostra provincia.

«Ritengo», conclude il presidente dell’Ordine di Verona, «che la progettata capillarizzazione della somministrazione, legata all’allargamento delle sedi vaccinali e al reclutamento consensuale di odontoiatri, pediatri, medici della Federazione medico sportiva, medici competenti, specialisti ambulatoriali e specializzandi, rappresenterà un elemento cruciale per ottenere l’auspicato potenziamento della rete vaccinale».