Ridateci la scuola scrive a tutti i Sindaci e dirigenti scolastici della provincia di Verona

Annunciata la chiusura in Veneto delle scuole di ogni ordine e grado, Ridateci la scuola, dopo l’invio, la settimana scorsa, di una lettera al Ministro Bianchi, al Presidente della Regione Veneto e al Sindaco di Verona Sboarina, continua il suo percorso di sensibilizzazione e protesta scrivendo a tutti i sindaci e dirigenti della provincia e…

Annunciata la chiusura in Veneto delle scuole di ogni ordine e grado, Ridateci la scuola, dopo l’invio, la settimana scorsa, di una lettera al Ministro Bianchi, al Presidente della Regione Veneto e al Sindaco di Verona Sboarina, continua il suo percorso di sensibilizzazione e protesta scrivendo a tutti i sindaci e dirigenti della provincia e preannunciando manifestazioni.

«Abbiamo oggi scritto ai sindaci e ai dirigenti scolastici della provincia di Verona per chiedere che come rappresentanti e responsabili anche della salute dei cittadini e degli studenti, ognuno per le proprie competenze, si esprimano pubblicamente nella loro veste istituzionale, a difesa dell’apertura delle scuole nei nostri Comuni, affinché la scuola sia trattata per quello che è ossia diritto e un servizio pubblico essenziale, non solo essenziale per l’istruzione, la saluta psicofisica dei ragazzi ma anche per la tenuta dell’intera società» afferma Rachele Peter cofondatrice di ridateci la scuola. «Serve una presa di posizione forte delle Autorità territoriali, come fatto in altre città d’Italia (pensiamo alla lettera del Sindaco di Prato o alle dichiarazioni del provveditore di Arezzo)».

«La sospensione della didattica in presenza per i servizi educativi e dei cicli inferiori (nidi, infanzia, primaria, secondaria inferiore) è una misura che calpesta le vite dei più piccoli e dei loro familiari e che metterà in profonda crisi le gestioni familiari esponendo i genitori a una conciliazione tra lavoro e famiglia che diventerà oggettivamente impossibile. Non si può pensare di risolvere la gestione affidandosi alla categoria dei nonni, proprio quella categoria considerata fragile e a rischio. La scuola è un pilastro della vita sociale di una comunità civile e pertanto va tutelata e non chiusa» prosegue Debora Meggiolaro di Ridateci la scuola.

«Chiediamo inoltre che Sindaci e dirigenti che si esprimano pubblicamente a difesa dei lavoratori e delle lavoratrici, che devono continuare il proprio lavoro anche in questa fase, perché ai loro figli sia garantita la scuola in presenza; affinché in questa fase di profonda crisi dovuta alla pandemia la circostanza che questi lavoratori e lavoratrici siano mamme o papà non diventi un elemento discriminante per loro pregiudizievole» prosegue Giulia Ferrari co fondatrice di ridateci la scuola.

«Tale scelta sarebbe peraltro in linea con la nota del ministero dell’istruzione 343 del 4.3.21 che prevede che gli alunni disabili e con bisogni educativi speciali (BES) possano continuare a frequentare la scuola in presenza. Per evitare che si tratti di una frequenza in totale solitudine, ovvero che si realizzi un isolamento di categoria, sarebbe necessario creare un gruppo classe idoneo a mantenere una reazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica a cui si aggiunga un collegamento on line con gli altri compagni di classe» continua.

Ridateci la scuola chiede alle autorità, in ogni caso che, in queste settimane di eventuale chiusura, mettano in campo tutti gli sforzi possibili e che rappresentino alle autorità competenti la necessità e l’urgenza di accelerare il piano vaccinale, in particolare quello che coinvolge gli insegnanti e personale scolastico, e la necessità di strutturare protocolli di prevenzione e trattamento efficaci seguendo l’esempio virtuoso di altre regioni italiane, affinchè la chiusura sia solo eventuale e temporanea e la scuola possa comunque essere presto riaperta in presenza e in sicurezza.

«Ricordiamo inoltre che la scuola aperta rimane di fatto l’unico reale presidio strutturato ed efficace per il tracciamento dei contagi, bilanciando la sicurezza con la salute a 360° dei ragazzi. Chiusa la scuola il sistema di tracciamento sarà sostanzialmente disattivato» affermano.

«Forse il ruolo degli amministratori territoriali e dirigenti sarà ricoperto da qualcun altro fra qualche anno, ma la responsabilità di ciò che stanno subendo le generazioni di questi minori sarà sulle spalle di tutti se non ci attiviamo per proteggerli come previsto dalla Convenzione sui diritti dell’Infanzia e dell’adolescenza, impegno preso dall’Italia e già previsto nella Nostra Costituzione, per questo Ridateci la scuola preannuncia manifestazioni e presidi nei prossimi giorni a Verona e in provincia» concludono.

Le notizie del giorno, ogni sera, gratis, come vuoi. Clicca qui 👇

Condividi ora!