Proroga al blocco Euro 4, Falzi: «Chiuso un percorso iniziato a marzo 2020»
Nella prima settimana di gennaio il Ministro all’Ambiente, Sergio Costa, ha accolto le richieste del Comune di Verona di prorogare ulteriormente il blocco degli euro 4 diesel, che sarebbe dovuto entrare in vigore l’11 gennaio. Questa è la terza proroga dal primo ottobre. Già a fine agosto 2020, dopo le richieste mosse dagli assessori all’Ambiente dei capoluoghi veneti, il tavolo del Bacino Padano aveva rinviato al 1 gennaio 2021 il blocco. Scadenza rinviata poi fino al 10 gennaio e ora, con l’ordinanza della Regione, ulteriormente prorogata fino alla fine dell’emergenza sanitaria, quindi fino al 30 aprile. Solo a Verona il blocco avrebbe riguardato oltre 14mila veicoli con altrettanti cittadini che sarebbero stati costretti a sostituire la propria auto. A parlarcene è stato, stamattina, il Consigliere della Provincia di Verona con delega all’ambiente, Sergio Falzi.
«C’è stato un rapporto costruttivo e leale di collaborazione con il comune di Verona, sia con gli altri consiglieri delegati in materia ambientale delle province del Veneto. – ha spiegato Falzi – Avevamo avviato questo percorso già a marzo dell’anno scorso prevedendo le difficoltà che avrebbero potuto avere i cittadini sia dal punto di vista economico per sostituire l’auto, sia il poco utilizzo degli autobus a causa del covid. Non è stata un’iniziativa semplice, perchè è costata energia, incontri, proposte, però è stata accolta in maniera favorevola da quasi tutti. Dopo le due proroghe con delibera di giunta è stato fatto l’8 gennaio questo decreto, che ha spostato fino alla fine dell’emergenza sanitaria l’entrata in vigore del blocco degli Euro 4. Questa però è la punta dell’iceberg: perchè tutti gli altri divieti e norme previsti dall’Accordo di Bacino sono ancora in vigore».
Sui rischi per l’ambiente che questa proroga potrebbe portare: «Qualsiasi amministratore si avvicini al settore dell’ambiente deve avere la salute pubblica come primo obiettivo. Ma a causa dell’emergenza covid andare a mettere anche questo divieto alle famiglie, questa limitazione ulteriore, ci sembrava il minore dei mali la proroga. Ci sono circa 15mila auto in città e 60mila in provincia che devono spostarsi. Dobbiamo tenere conto anche che nel 2019 e 2020 non abbiamo mai superato il valore di media annuale previsto dalla normativa di 40 mg al metro cubo» ha sottolineato Falzi.
Diverse le iniziative che vanno a tutelare l’ambiente, al di là del blocco dei veicoli più inquinanti: «Le alternative ci sono: so che sia il comune di Verona che la provincia hanno avviato alcune iniziative. Una delle ultime è stata quella di finanziare fino a 25mila euro 65 comuni della provincia per la sostituzione delle caldaie vecchie con caldaie a condensazione per risparmiare su energia ed emissioni. Altre iniziative sono state messe in campo anche negli anni precedenti con le rotatorie: la provincia ha investito molto sulle rotonde per la riduzione delle emissioni ai semafori» ha concluso Falzi.
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