Pressing sul governo per un altro lockdown

Dopo il coprifuoco deciso da Campania, Lombardia e Lazio potrebbe arrivare il primo lockdown regionale Covid, quello della Sardegna. Allarme di Confesercenti: così chiuderemo in 110mila, a rischio 5,8 miliardi di consumi.

Pressing sul governo per un altro lockdown nazionale. «Restiamo vigili e pronti a intervenire dove necessario» dice Conte. «Siamo ad un passo dalla tragedia. Chiudiamo tutto per 30-40 giorni, poi si vedrà», dice il governatore De Luca che firmerà nel weekend l’ordinanza con cui chiuderà la Campania. Si smarca il presidente lombardo Fontana: «Fare tutto per impedire un nuovo lockdown nazionale. L’Italia non può fermarsi». 

Le nuove disposizioni per il contenimento del Covid-19 provocheranno un ulteriore riduzione di circa 5,8 miliardi di euro di consumi delle famiglie e potrebbero causare la chiusura di altre 20mila attività, portando da 90 a 110mila le cessazioni di impresa previste quest’anno. A rinnovare l’allarme è la Confesercenti secondo cui nell’ipotesi che le chiusure siano imposte anche per la prima settimana di novembre, la riduzione complessiva della spesa delle famiglie per il 2020 potrebbe raggiungere i 95,8 miliardi di euro anche con il ritorno alla normalità in occasione delle festività natalizie

Il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca chiede al Governo un lockdown nazionale e specifica che in ogni caso «la Campania si muoverà in questa direzione a brevissimo. I dati attuali sul contagio – dice – rendono inefficace ogni tipo di provvedimento parziale. È necessario chiudere tutto, fatte salve le categorie che producono e movimentano beni essenziali (industria, agricoltura, edilizia, agro-alimentare, trasporti). E’ indispensabile bloccare la mobilità tra regioni e intercomunale. Non si vede francamente quale efficacia possano avere in questo contesto misure limitate. In ogni caso la Campania si muoverà in questa direzione a brevissimo». 

La situazione dei posti letto in Campania, secondo il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, è “pesante”. »La programmazione ci consente ancora di reggere – dice su Facebook – ma con questi numeri non c’è nessun sistema ospedaliero al mondo in grado di reggere l’onda d’urto. Oggi reggiamo grazie al sacrificio di migliaia di medici e personale sanitario ma nel giro di pochi giorni rischiamo di avere le terapie intensive intasate -, ha aggiunto. – E’ stupido, da irresponsabili dire che le scuole vanno chiuse per ultimi. Di fronte ad un aumento di contagi come quello che abbiamo registrato tra docenti e alunni, l’unica risposta che la ragione può dare è quella di evitare che il contagio si diffonda. La priorità non sono gli ideologismi ma bloccare i contagi. Le decisioni non si prendono in astratto ma sulla base dei numeri», ha aggiunto

Situazione pesante anche in Lombardia«Purtroppo la linea del contagio è in crescita» ha detto il presidente della Lombardia Attilio Fontana. «Il virus ha ripreso a circolare in maniera violenta -, ha aggiunto. – Alcuni sindaci hanno detto che non accettano l’ordinanza limitatamente alla didattica a distanza. Ne ho preso atto e mi assumo personalmente la responsabilità della decisione»: così il presidente della Lombardia Attilio Fontana ha spiegato dopo la riunione in video conferenza con Anci e sindaci sulla parte del provvedimento anticovid che prevede le lezioni a distanza per le scuole superiori in regione. 

Dopo il coprifuoco deciso da Campania, Lombardia e Lazio potrebbe arrivare il primo lockdown regionale Covid, quello della Sardegna. Da nord a sud si moltiplicano le ordinanze per arginare il contagio, non solo da parte dei presidenti di Regioni ma anche dai sindaci delle grandi città, ognuno con la propria ricetta. E per le tre regioni che hanno deciso di adottare il coprifuoco il Viminale ha già predisposto un’unica autocertificazione che dovranno esibire i cittadini per gli spostamenti dovuti “a necessità”.