Piano gestione alluvioni, secondo gli Ingegneri di Verona è troppo restrittivo

L'Ordine degli Ingegneri di Verona commenta il nuovo Piano di gestione del rischio alluvioni, definendolo troppo restrittivo e sostenendo che potrebbe mettere a rischio parecchie riqualificazioni di siti industriali o nuclei produttivi.

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Il presidente dell'Ordine degli Ingegneri Andrea Falsirollo

Rischio idraulico, Ordine degli ingegneri di Verona: «Il Piano è troppo restrittivo»

Il Piano di Gestione del rischio alluvioni secondo l’Ordine degli ingegneri di Verona è troppo restrittivo. Si amplia, secondo l’Ordine, la mappatura delle aree a rischio idraulico. Il rischio è che siano bloccate, o comunque compromesse parecchie riqualificazioni di siti industriali o nuclei produttivi. Tra le zone più a rischio a Verona, secondo l’Ordine degli Ingegneri, c’è Borgo Venezia, finora mai sottoposta ad alcun vincolo idraulico.

Il Piano di gestione del rischio alluvioni

La novità è presente nel Piano di gestione del rischio alluvioni. Quest’ultimo è stato aggiornato il 21 dicembre dalla Conferenza Istituzionale Permanente dell’Autorità di bacino distrettuale delle Alpi Orientali. Fra una ventina di giorni tale piano sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

«Si tratta di un Piano sovraregionale che coinvolge Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Trentino alto Adige. Avrà inevitabili conseguenze anche sul territorio scaligero – evidenzia Marco Giaracuni, ingegnere e coordinatore della Commissione Urbanistica dell’Ordine degli Ingegneri -. L’effetto più immediato sarà il congelamento dell’attività edilizia e urbanistica di tutte le nuove aree assoggettate a rischio idraulico. In seconda battuta costringerà alla revisione, se non all’annullamento, della vasta mole di progettualità in itinere. Quest’ultima, per la complessità delle procedure burocratiche, non è ancora stata autorizzata».

«È dagli anni ’60 che a Borgo Venezia non si verificano esondazioni e criticità. Ovvero prima che il progno Valpantena venisse raddrizzato nel percorso – fa presente Giaracuni -. Montorio era già prima a rischio esondazione, ma la superficie delle aree sottoposte a vincolo è aumentata. Con essa, pure il Pestrino è un sorvegliato speciale. Abbiamo fatto presente i dubbi sulla cartografia su cui si basa il piano. Chiediamo che i progetti già in itinere possano essere portati a termine».

Negli ultimi mesi, l’Ordine degli Ingegneri di Verona ha portato avanti una serrata campagna di informazione tra i vari portatori di interesse. L’obiettivo era avvisare le autorità sulle ricadute che tale Piano avrebbe avuto sull’economia regionale.

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Il commento del presidente dell’Ordine degli Ingegneri Andrea Falsirollo

Fa notare il presidente dell’Ordine, Andrea Falsirollo: «Grazie all’appoggio degli onorevoli Paolo Paternoster, Alessia Rotta, Paolo Tosato, siamo riusciti a cercare un dialogo con il sottosegretario all’ambiente Vannia Gava e con Marina Colaizzi, segretario generale dell’autorità di bacino. Abbiamo ottenuto però solo alcune generiche rassicurazioni».

«Anche il presidente della Provincia, Manuel Scalzotto, si è interessato molto. Il piano coinvolge infatti alcuni Comuni dell’est veronese come Soave, Monteforte, Lavagno, San Martino Buon Albergo, Caldiero, Mezzane, San Bonifacio, Colognola ai Colli e Belfiore», aggiunge Falsirollo.

«I comuni interessati dal piano avevano presentato una mole considerevole di osservazioni. Queste riguardavano il miglioramento della gestione del piano. Oltretutto, sia il Veneto che il Friuli-Venezia Giulia erano contrari alla sua approvazione. L’imposizione dei nuovi vincoli avrà un impatto dirompente sull’economia dei territori coinvolti. Le conseguenze riguarderanno anche l’intera filiera delle costruzioni. Tutto questo in un momento in cui il sistema Italia punta proprio al rilancio del settore. Il nostro intento è evitare che vengano annullati i progetti e gli investimenti effettuati sulla base del precedente Piano di Assetto Idrogeologico PAI», prosegue.

Conclude Falsirollo: «Il nostro Ordine è disponibile a partecipare e accogliere gli incontri informativi promossi dall’Autorità di bacino nei primi giorni del nuovo anno. Ci auguriamo che ci sia margine di dialogo e di revisione dei vincoli».

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