Pfas: presenza anomala nelle acque del Po

La Regione Veneto invia a Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna un’informativa sull’anomala presenza di C6O4 nelle acque del Po. 

Il direttore dell’Area Tutela e Sviluppo del Territorio Nicola Dell’Acqua ha inviato una lettera ai colleghi delle Regioni Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna per comunicare i riscontri dell’ARPAV sulla significativa presenza di C6O4 nelle acque del fiume Po. Si tratta di una sostanza che appartiene alla famiglia dei composti delle meglio note sostanze perfluoro-alchiliche (PFAS), completamente artificiale.

Dell’Acqua, che riveste anche il ruolo di Commissario delegato per i primi interventi urgenti di Protezione Civile in conseguenza alla contaminazione da PFAS delle falde idriche nei territori delle province di Vicenza, Verona e Padova, sottolinea che la presenza in concentrazione anomala dei C6O4 nel fiume Po viene segnalata in quanto non perviene dal sito inquinato della ditta Miteni di Trissino. L‘area, in provincia di Vicenza, rappresenta in Veneto il luogo di maggiore concentrazione di sostanza PFAS a livello regionale.

La comunicazione avviene nonostante l’assenza di limiti nazionali in materia, nella consapevolezza che si tratta di un campanello d’allarme che merita attenzione anche nelle altre regioni attraversate dal fiume Po. Va ricordato che, invece, la Regione Veneto ha posto nuovi livelli riferimento per i parametri PFAS nelle acque destinate al consumo umano da ottobre 2017, ponendo come limite zero PFAS.

Il direttore dell’Area Tutela e Sviluppo del Territorio della Regione Veneto conclude offrendo disponibilità ai colleghi nel fornire ulteriori dati e dettagli relativamente ai rilievi di ARPAV.