Pfas, c’è l’ok per i pozzi di immersione a Belfiore

Il Commissario Delegato approva il progetto per la realizzazione di pozzi di immersione a Belfiore, in conseguenza della contaminazione da Pfas delle falde idriche dei territori delle Provincie di Vicenza, Verona e Padova. Cantieri aperti entro maggio.

Il Comitato Tecnico regionale V.I.A. ha approvato mercoledì 7 maggio il progetto di “Messa in sicurezza delle fonti idropotabili contaminate da sostanze perfluoroalchiliche (PFAS). Gli interventi sono finalizzati alla progettazione e realizzazione delle condotte di adduzione primaria da fonti idropotabili alternative e relative interconnessioni. Acque Veronesi scarl sarà soggetto attuatore del Commissario Delegato per l’intervento.

Gli interventi individuati sfruttano parzialmente opere esistenti realizzate nell’ambito del Modello Strutturale degli Acquedotti del Veneto (MoSAV). Le nuove opere da realizzare diverranno poi parte integrante dello schema di razionale sviluppo del sistema acquedottistico del Veneto. Saranno così non solo funzionali alla soluzione della problematica PFAS nelle falde di Lonigo, ma anche rispettose delle previsioni di sviluppo dell’infrastruttura acquedottistica regionale.

Gli interventi prioritari complessivamente previsti hanno un importo stimato in € 120,8 milioni. Di questi, gli interventi più urgenti garantiranno acqua potabile di buona qualità alla popolazione colpita.

Tra gli interventi emergenziali sono dunque comprese la realizzazione del nuovo campo pozzi in Comune di Belfiore e la condotta di collegamento con la centrale acquedottistica di Madonna di Lonigo.  Il nuovo campo pozzi di Belfiore prevede la realizzazione, in località Bova, di 6 pozzi di attingimento dalle falde sotterranee, di una vasca di accumulo a terra e di una centrale di sollevamento mediante pompaggio e di una centrale di produzione idrica per l’approvvigionamento di una quantità d’acqua media derivata pari a 250 l/s.

La nuova centrale di produzione idrica viene realizzata su un’area in aperta campagna, in un territorio che ha un’estensione di circa 4 ettari. L’apertura dei cantieri di queste opere è prevista entro fine maggio. L’intervento è sostenuto con fondi del Ministero dell’Ambiente della Tutela del Territorio e del Mare.