PD: «il 25 aprile sia un giorno di festa» (con Sboarina in testa al corteo)

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Il Partito Democratico veronese aderisce alla fiaccolata per le vittime degli attentati terroristici in Sri Lanka e manifesta la propria solidarietà e il proprio affetto alla comunità cingalese di Verona provata da tanto orrore e invita il sindaco Sboarina a mettersi in testa al corteo.

«Vorremmo che questo 25 Aprile trascorresse come una giornata di festa cittadina in memoria della Liberazione dal nazifascismo, e di solidarietà con il popolo cingalese – che nella nostra città si è sempre dimostrato altamente rispettoso e collaborativo con le istituzioni – contro il terrorismo internazionale. – scrivono Maurizio Facincani e Luigi Ugoli, di concerto con Federico Benini, Elisa La Paglia e Stefano Vallani – Purtroppo ad avvelenare il clima ci ha pensato ancora un volta un consigliere della lista civica del Sindaco (Bacciga, ndr) che ha annunciato una mozione delirante e infarcita di ideologia con la quale vorrebbe chiedere al Consiglio comunale della città di Verona, medaglia d’oro della Resistenza, di abolire o sospendere le celebrazioni della festa nazionale della Liberazione in attesa di un non meglio specificato approfondimento storico».

«Tanta provocazione e faccia tosta può voler dire due cose: o il Sindaco è d’accordo con la proposta, e allora non sarebbe più il Sindaco di tutti i veronesi come aveva giurato di essere nel suo discorso di insediamento, oppure significa che siamo di fronte a dei dilettanti della politica, incapaci di coordinare un indirizzo politico all’interno dello stesso gruppo consiliare del Sindaco, figurarsi nell’ambito ben più complesso di un’amministrazione pubblica. – prosegue la nota dei dem – A scegliere la lotta di Liberazione contro il regime nazi-fascista non furono soltanto militanti comunisti, come vorrebbe far credere questo consigliere, ma persone di ogni estrazione sociale e credo politico e religioso, nonché moltissimi militari, specie di carriera, che di fronte al disfacimento dello Stato dopo l’8 settembre scelsero di continuare a servire la Patria combattendo contro l’occupante straniero a fianco e dentro le formazioni partigiane».

«Non a caso, oltre a quella riconosciuta alla città, Verona conta altre 13 medaglie d’oro al valor miliare conferite ad operai, maestre, medici, militari di carriera che lottarono sul suolo veronese contro il regime nazi-fascista, spesso trovando la morte in scontri a fuoco o sui tavoli di tortura dei comandi nazifascisti. La proposta è innanzitutto un affronto alla loro memoria e proviene da chi si riempie la bocca ogni giorno con parole come Patria e Nazione. – concludono i rappresentanti del PD – Il minimo che possa fare Sboarina per tentare di rimediare alle fesserie proferite dal suo consigliere Bacciga in merito alla lotta di Liberazione è di mettersi giovedì 25 Aprile alla testa del corteo istituzionale, e di restarci fino alla fine, senza sgattaiolare via dopo 10 minuti come aveva fatto l’anno scorso».