Papillomavirus, in Veneto 169mila donne hanno aderito allo screening

Oggi giornata mondiale contro il Papillomavirus. In Veneto 7 ragazzi e ragazze su 10 vaccinati. Lanzarin: «Parola d’ordine prevenzione».

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Prevenzione è la parola d’ordine per fronteggiare l’insorgere del papillomavirus (HPV), attraverso due azioni: da una parte lo screening per il tumore della cervice uterina, dall’altra la vaccinazione. È la strategia che la Regione Veneto propone ed attua, e che viene in particolare promossa oggi, Giornata Internazionale Contro il Papillomavirus, anche alla luce del fatto che, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’Hpv è la principale causa del tumore al collo dell’utero.

Questa infezione, anche in Veneto e in Italia, è quella più frequente tra quelle trasmesse per via sessuale in entrambi i sessi. Per questo la massima attenzione è posta sia verso le femmine che verso i maschi.

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«Il Veneto è molto attento sia nel promuovere percorsi di prevenzione sia nell’attuare screening mirati. Per quanto riguarda la vaccinazione, sempre e comunque volontaria, ad oggi nel Veneto 7 su 10 tra i ragazzi e le ragazze si sono vaccinati. Nello specifico, hanno completato il ciclo vaccinale il 76% delle ragazze nate tra il 1996 ed il 2010, ed il 70% dei ragazzi nati tra il 2004 e il 2010 – sottolinea l’assessora alla Sanità Manuela Lanzarin –. Riguardo allo screening della cervice, nel 2022 nella Regione Veneto più di 327.000 donne hanno ricevuto l’invito, e tra queste 169.000 hanno aderito. Nello stesso anno, in circa 6.800 donne sono stati effettuati degli approfondimenti di secondo livello, e nel 10,7% di tali donne è stata identificata una lesione precancerosa. Numeri incoraggianti, che ci auguriamo di poter incrementare ancora».

Per certi versi, il Papillomavirus è ancora poco conosciuto: ad esempio, gli esperti della Direzione Prevenzione della Regione Veneto, fanno presente che l’uso del preservativo non elimina il rischio di trasmissione di questo virus. Per questi motivi il vaccino ha maggiore efficacia se fatto prima dell’inizio dell’attività sessuale.

Il vaccino è estremamente efficace e sicuro, e potrebbe portare nei prossimi anni all’eliminazione dei tumori al collo dell’utero. La vaccinazione somministrata in età adolescenziale prima dell’inizio dell’attività sessuale è pertanto il principale strumento di prevenzione. La vaccinazione offerta a 11 anni resta comunque gratuita fino ai 25 anni di età e può essere richiesta al Servizio Vaccinale dell’ULSS.

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Nella Regione del Veneto è disponibile la vaccinazione gratuita come di seguito dettagliato.

In base all’età:

  • su invito per tutti gli adolescenti di entrambi i sessi al compimento dell’undicesimo anno di età;
  • su richiesta per tutte le donne sino ai 26 anni (che non hanno aderito all’invito degli 11);
  • su richiesta per tutti gli uomini nati a partire dal 2001 e sino a 25 anni di età (che non hanno aderito all’invito degli 11).

In base al rischio, ovvero per tutti i soggetti che risultano a maggior rischio di infezioni da Papillomavirus:

  • donne con lesioni cervicali di stadio CIN2+;
  • uomini che hanno rapporti sessuali con uomini (MSM);
  • persone affette da HIV.

Lo screening per il tumore della cervice uterina è offerto gratuitamente a tutte le donne residenti in Veneto a partire dai 25 o 30 anni di età, a seconda dello stato vaccinale per la vaccinazione contro l’HPV, e fino ai 64 anni. La vaccinazione fornisce una protezione rispetto ai ceppi virali più a rischio, consentendo così di posticipare l’inizio dello screening per il tumore del collo dell’utero.

Lo screening, al quale si accede mediante lettera di invito da parte della ULSS di appartenenza, prevede come test di primo livello:

  • il Pap test ogni tre anni alle donne dai 25 ai 29 anni non vaccinate contro HPV;
  • il test HPV ogni 5 anni a tutte le donne dai 30 ai 64 anni.

Se la donna risulta positiva ai test di primo livello, sono previsti altri esami strumentali di secondo e terzo livello utili alla diagnosi precoce.

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