“Papà coraggio” al gazebo di Croce: «Problema baby gang». Replica Bacciga: «Venga allo sportello del Comune»

"Mario", il "Papà coraggio" al gazebo del movimento politico di Michele Croce Sabato mattina in piazza Bra a Verona, al gazebo di Michele Croce, presidente di Prima Verona e da anni attore politico della città, c'era un uomo mascherato. Si trattava della persona nota ormai con il nome di fantasia "Mario", e chiamato "Papà coraggio",…

“Mario”, il “Papà coraggio” al gazebo del movimento politico di Michele Croce

Sabato mattina in piazza Bra a Verona, al gazebo di Michele Croce, presidente di Prima Verona e da anni attore politico della città, c’era un uomo mascherato. Si trattava della persona nota ormai con il nome di fantasia “Mario”, e chiamato “Papà coraggio”, perché da qualche tempo sulla stampa e anche durante incontri pubblici racconta delle difficoltà nel relazionarsi con la figlia adolescente, che sarebbe invischiata in quelle che vengono definite “baby gang”.

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“Papà coraggio”: «Ho voluto dare un segnale alla politica»

L’uscita pubblica e le dichiarazioni dell’uomo hanno però questa volta fatto sollevare alcune obiezioni al consigliere comunale della Lega e presidente Commissione Sicurezza Andrea Bacciga.

Il tema della sicurezza in città e delle devianze giovanili è stato al centro dell’intervento di Croce: «Verona ha un problema di sicurezza e bisogna agire adesso.  Ecco perché Prima Verona propone una petizione per rendere di nuovo vivibili i nostri quartieri. Dopo i gravissimi fatti delle settimane scorse, con vandali che continuano a tagliare le gomme delle auto, baby gang che imperversano per la città e l’accattonaggio diffuso, cosa ha fatto concretamente il Sindaco Sboarina?».

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Michele Croce e "Papà coraggio"
Michele Croce e “Papà coraggio”

Le proposte contenute nella petizione sostenuta da Prima Verona prevedono l’istituzione della figura del vigile di quartiere, che pattugli il territorio e sia un punto riferimento per i cittadini. L’attivazione di un sistema di controllo del vicinato tramite gruppi Whatsapp, al cui interno ci siano segnalatori delle forze dell’ordine che sappiano come intervenire e infine ordinanze contingenti e urgenti che possono risolvere in maniera immediata situazioni di emarginazione e disagio.

Per quanto riguarda il controllo del vicinato, l’Amministrazione ha lanciato la proposta ai cittadini proprio questa settimana, iniziando dal rione di Valdonega.

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“Papà coraggio” ha spiegato perché ha deciso di sostenere la petizione di Prima Verona: «Iniziative come questa raccolta firme sono importantissime per permettere ai cittadini di dire la loro e cercare di spingere chi amministra ad intraprendere azioni concrete e decise. Quello della delinquenza e delle baby gang è un problema che può riguardare ogni famiglia ed è giusto che si intervenga alla fonte del problema aiutando i ragazzi in percorsi di recupero».

La replica del consigliere Bacciga

«Come ho avuto modo di dire a più riprese, a breve aprirà uno sportello per le famiglie che avrà un ufficio dedicato alle baby gang, per aiutare le vittime ma anche i bulli» ha chiarito il presidente della Commissione consiliare Sicurezza. «Da tempo l’Amministrazione si occupa del fenomeno, così come le Forze dell’Ordine attenzionano questi piccoli delinquenti e agiscono tempestivamente quando si verificano dei reati».

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Bacciga si rivolge direttamente al “Papà coraggio”. «Il signor “Mario”, perciò, è stato invitato con la figlia ad accedere al nuovo servizio. Professionisti esperti e competenti potranno aiutarli a trovare la giusta strada in un’ottica di risoluzione e di rieducazione».

Bacciga non va per il sottile, anzi va all’attacco: «Mi preme, però, far notare a “Mario”, che va ai comizi politici mascherato, peraltro in violazione alle Leggi di Pubblica Sicurezza, che non siamo ancora a Carnevale, e questo suo travestimento, che diceva necessario per proteggere la privacy della figlia, non ha più ragione di essere, dal momento che hanno partecipato entrambi a un evento pubblico online».

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Il riferimento del consigliere è a un incontro in videocollegamento dove “Mario” era relatore, durante il quale, essendo il link di accesso pubblico, era intervenuta anche la stessa figlia, sorprendendo i convenuti.

Il consigliere Andrea Bacciga
Il consigliere comunale della Lega Andrea Bacciga

Bacciga puntualizza: «E vorrei anche ribadirgli, per l’ennesima volta, che assieme alla figlia saranno i benvenuti allo sportello del Comune. Forse non ha compreso che è lui ad avere il problema e deve essere supportato e indirizzato e non può in nessun modo essere parte attiva del servizio, permettendosi di dispensare consigli. È evidente che i suoi comportamenti non hanno certo portato a una soluzione, tant’è che per primo ha ammesso di aver bisogno di aiuto».

«I figli vanno seguiti. La Scuola e le Istituzioni sono presenti. La base è sempre e comunque la famiglia. È da lì che partono l’educazione e il rispetto. Concludo chiedendo al signor “Mario”, adesso che vuol diventare il paladino mascherato della sicurezza, come mai non fosse presente l’altra sera all’incontro in Valdonega sul Controllo del Vicinato» è la tagliente osservazione di Bacciga.

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I problemi nei quartieri

A concentrare l’attenzione sulle difficoltà nei quartieri, durante l’incontro al gazebo di Prima Verona in piazza Bra, è stato il fratello del presidente. Andrea Croce, Presidente della Commissione sicurezza della Terza Circoscrizione e delegato nello stesso ambito all’interno del movimento civico, ha dichiarato: «Ogni giorno ricevo segnalazioni di residenti che sono preoccupati per il degrado e l’abbandono in cui sono lasciate molte zone delle città e questo genera insicurezza e spesso nasconde nicchie di microcriminalità».

«Come consigliere di Circoscrizione spesso ho cercato di farmi mediatore di questi disagi, ma spesso le segnalazioni sono cadute nel vuoto, e così i cittadini perdono fiducia nelle amministrazioni e smettono di denunciare».

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