Palazzina, storia di un intreccio internazionale
Non tutti sanno che la storia di Palazzina, e in particolare quella di Verona, si è intrecciata, in anni lontani, con quella francese. A parlarcene è stato lo storico dell’arte Francesco Castioni, che ci ha raccontato una storia che va ben oltre i confini di Palazzina.

«Non tutti sanno che verso la fine del 1700 nella palazzina dei Conti Gazzola soggiornò anche Lugi XVIII, il futuro e penultimo re di Francia. Siamo nell’epoca della grande Rivoluzione Francese e in quel periodo la famiglia Borbone di Francia dovette scappare da Parigi o subirne le conseguenze, che è quello che capitò a re Luigi XVI e al figlio Luigi XVII. – ha spiegato Francesco – Il conte di Provenza decide quindi di scappare in Belgio, ma poi scappa di nuovo fino a quando arriva nella Repubblica di Venezia, dove trova ospitalità a Verona. Perchè Verona? Perchè per il suo collegamento tra ovest ed est, per il fatto che all’epoca c’era ancora la via Postumia che portava alla Francia ed era un luogo strategico per tornare in Francia nel caso in cui Napoleone fosse caduto, ma era anche un luogo strategico per scappare in Austria nel caso in cui Napoleone fosse arrivato fino a Verona. E Napoleone nel 1796 arriva proprio a Verona, perchè Luigi XVIII si trova ad essere il nuovo re di Francia in esilio. L’8 giugno, infatti, il fratello viene decapitato e il 16 giugno i principi in esilio vanno a casa di Luigi XVIII per proclamarlo re di Francia. C’è una medaglia commemorativa che ricorda questo momento, dove la dea Fortuna sta portando la corona al sovrano di Francia, dove compare anche il nome di Verona».
«Il nuovo re si trovava nelle proprietà dei Conti Gazzola: alla Palazzina e anche in centro città. Davanti al tribunale di Verona c’è casa Gazzola e c’è una targa che ricorda come lì si trovasse il Comte de Lille, defilato rispetto a dove ci aspetteremmo, magari davanti all’Arena. Napoleone poi utilizzerà proprio questo pretesto (riprendere il Comte de Lille) per invadere Verona».

Leggi anche: Palazzina, i Conti Gazzola e il Forte Cà Vecchia
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