Palazzina, i Conti Gazzola e il Forte Cà Vecchia

Il fondatore di APS Quartiere Attivo, Davide Peccantini, è intervenuto su Radio Adige Tv per parlare della località di Palazzina e della sua storia.

Prima annessa al comune di San Giovanni Lupatoto e poi a quello della “Grande Verona”, Palazzina è una località affascinante per la sua storia, che ha come protagonisti alcune famiglie nobili. A parlarcene è stato Davide Peccantini, fondatore di APS Quartiere Attivo.

Il monumento ai Caduti di Palazzina.

«Palazzina si concentra lungo la via Palazzina, prima del cavalcavia che porta a San Giovanni Lupatoto. La zona dove sorge questa località ha iniziato a essere abitata intorno al 1400, quando durante l’epoca veneziana i territori furono dati in coltivazioni a dei nobili, i magistrati della Repubblica, come i Conti Gazzola, che costruirono una corte che venne chiamata “La Palazzina dei Conti” e diede poi il nome alle prime case costruite fuori dalla corte» ha detto Davide.

«Iniziarono a costruire le prime case intorno al 1900, la scuola elementare fu costruita intorno al 1913 e negli anni ’50 furono costruite le prime case popolari a ridosso del fosso di fianco alla strada provinciale. La canaletta c’è ancora oggi ma è stata interrata. Negli anni ’20 Palazzina era parte del comune di San Giovanni Lupatoto, poi nel 1927 venne inglobata dentro la “Grande Verona” come era chiamata allora».

«Il monumento ai Caduti è stato costruito tra il 1921 e il 1922 vicino alla chiesa, ma fu spostato nel 1975. La scultura è di Salazzari e la pietra dove c’è il soldato è originaria del Carso, per dare un’aria di sacralità al monumento, che è dedicato ai caduti della Prima Guerra Mondiale e alle vittime del bombardamento che subì Palazzina il 22 marzo del 1944».

Il forte Cà Vecchia

«È una fortificazione austriaca ed è uno degli ultimi forti costruiti dagli austriaci, tra il 1859 e il 1866. Doveva difendere tutta la zona a sud e doveva fare da spola tra il Forte Santa Caterina e Forte Tomba. – ha raccontato Davide – Il forte fu preso ad esempio anche per il campo trincerato di Parigi del 1870. Era dotato di 31 cannoni, 150 soldati e 30 di loro erano posti all’artiglieria. In caso di attacco si poteva arrivare anche a 200 soldati. Aveva una riserva di munizioni di 28mila kili di polvere da sparo. Questo forte rimase funzionante anche dopo il 1866 e dopo la dismissione delle servitù militari cominciò il suo smantellamento negli anni ’60, quando fu installata la zona industriale di Palazzina e adesso non rimane quasi più nulla».

Il Forte Cà Vecchia

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