Orsi e lupi, convivenza possibile o servono restrizioni?
Orsi e lupi fra biodiversità e rischi
Negli ultimi anni, la presenza crescente di orsi, lupi e cinghiali nelle zone abitate ha portato a una serie di problemi e sfide inerenti alla convivenza con l’uomo.
Questi animali, essenziali per l’ecosistema e la biodiversità, possono tuttavia rappresentare una minaccia per la sicurezza umana e le attività agricole.
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Recenti avvistamenti nel Veronese
Questa settimana due avvistamenti di animali selvatici hanno fatto scalpore nel Veronese, un orso con un cucciolo a Cazzano di Tramigna e un lupo a Ferrazze di San Martino Buon Albergo.
Lunedì 4 settembre, è arrivata al Comando della Polizia Provinciale di Verona la segnalazione di un residente in un’area poco frequentata a nord di Cazzano di Tramigna circa l’avvistamento di un animale, identificato dall’uomo come un orso accompagnato da un cucciolo. Gli agenti sono saliti immediatamente sul luogo e gli indizi hanno subito portato a confermare come credibile l’avvistamento.
La sera di mercoledì 6 settembre, invece, è stato avvistato un lupo in località Ferrazze a San Martino Buon Albergo. L’animale ha attraversato un incrocio per poi proseguire attraverso i campi. Al passaggio del lupo hanno assistito alcuni residenti del posto.
La segnalazione è stata riportata al Comune di San Martino che ha provveduto ad avvisare la Provincia di Verona, che attraverso il servizio forestale si occupa di monitorare gli animali sul territorio, e i carabinieri.
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Lupi in Lessinia, nel 2022 predati 185 animali
L’Ente Parco Naturale Regionale della Lessinia negli scorsi mesi ha presentato i dati sulla consistenza e distribuzione del lupo e sull’entità delle predazioni accertate a carico del patrimonio zootecnico nella Lessinia veronese nell’anno 2022. Nel 2022 è stata accertata la presenza di tre branchi di lupi, di una decina di esemplari ognuno.
L’entità delle predazioni al patrimonio zootecnico accertata nella Lessinia veronese nel 2022 è stata pari a 134 eventi, per un totale di 185 animali predati, soprattutto bovini e pecore, ma anche capre, asini e un alpaca. Nella Lessinia Trentina sono stati invece registrati 21 eventi di predazione con 22 capi bovini predati.
L’uccisione dell’orsa Amarena
Una delle orse marsicane più conosciute, Amarena, è stata uccisa nella sera del 31 agosto scorso alla periferia di San Benedetto dei Marsi, un comune al di fuori del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise. Questo episodio ha sollevato una serie di domande sulla convivenza tra gli orsi e le comunità umane. Amarena, identificata come F17, era conosciuta per avvicinarsi ai centri abitati alla ricerca di cibo e protezione per i suoi cuccioli. Nonostante avesse causato danni, non aveva mai dimostrato aggressività verso le persone. Le indagini sono in corso.
Il runner ucciso in Trentino
Il dibattito sulla gestione della fauna selvatica si era riacceso ad aprile con il caso di Andrea Papi, un giovane di 26 anni appassionato di corsa in montagna, ucciso da un orso mentre si allenava sulle Dolomiti di Brenta, nel versante nord. Questa tragica morte ha segnato la prima aggressione mortale di un orso contro un essere umano in Italia e sulle Alpi.
Il presidente della Provincia di Trento Maurizio Fugatti aveva subito annunciato la cattura e l’abbattimento dell’animale, identificato tramite analisi genetiche. Questa decisione ha generato controversie, poiché l’orso è una specie protetta, ma la sicurezza delle persone è diventata una preoccupazione crescente, con otto aggressioni di orsi contro gli umani in Trentino negli ultimi 24 anni.
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La proposta in Trentino
La giunta della provincia autonoma di Trento, lo scorso luglio, ha annunciato l’intenzione di valutare la possibilità di avere maggiori poteri decisionali riguardo all’uccisione degli orsi bruni considerati “problematici”. Secondo la tesi della Provincia, questi animali hanno perso la loro diffidenza verso gli esseri umani e si sono avvicinati ai centri abitati o danneggiato infrastrutture.
L’assessora provinciale Giulia Zanotelli ha proposto una modifica alla legge provinciale del 2018 sui grandi carnivori, che permetterebbe al presidente della provincia di prendere decisioni immediate riguardo alle misure di dissuasione e all’uccisione degli animali problematici, senza richiedere preventivamente l’approvazione dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA), l’ente pubblico che monitora le questioni ambientali.
Le posizioni ambientaliste
Gli attivisti che difendono i diritti di orsi, lupi e animali selvatici sostengono che una strategia basata sull’educazione, la prevenzione e l’adozione di misure di mitigazione dei conflitti sia preferibile all’abbattimento. Propongono soluzioni come l’uso di recinzioni elettrificate per proteggere il bestiame, la promozione del turismo legato all’osservazione degli orsi, e l’implementazione di piani di gestione delle risorse alimentari degli orsi per ridurre gli scontri con gli esseri umani.
«Abbattimento e trasferimento di massa degli orsi non sono soluzioni. È un bene che il ministero dell’Ambiente intervenga a gamba tesa. La gestione dei plantigradi dev’essere sottratta alla politica locale e riconsegnata agli esperti con la regia del ministero, che deve dare linee di indirizzo precise, e con un ruolo più incisivo dell’Ispra» è la posizione di Michela Vittoria Brambilla, presidente della Leidaa, Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente.
Il tema del giorno su Radio Adige Tv a “Squadra che vince”
Questa sera alle 18 e in replica 21 su Radio Adige Tv appuntamento con il tema del giorno anche a “Squadra che vince“, il programma condotto dal direttore del Gruppo Verona Network Matteo Scolari.
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