Opposizione, nel Veronese il Pd è della Bigon

Dopo gli scarsi risultati delle elezioni regionali il centrosinistra guarda avanti al proprio futuro nel ruolo dell'opposizione, con un risultato complessivo del 15,73% dei voti. Una percentuale piuttosto deludente, che non ha potuto competere con il largo consenso riscontrato a favore del Presidente uscente, Luca Zaia. A pagare lo scotto più grande sono state le…

Dopo gli scarsi risultati delle elezioni regionali il centrosinistra guarda avanti al proprio futuro nel ruolo dell’opposizione, con un risultato complessivo del 15,73% dei voti. Una percentuale piuttosto deludente, che non ha potuto competere con il largo consenso riscontrato a favore del Presidente uscente, Luca Zaia.

A pagare lo scotto più grande sono state le liste di Italia Viva, Veneto per le Autonomie, Veneto Ecologia Solidarietà, Solidarietà Ambiente Lavoro, il Partito dei Veneti e Movimento 3V Libertà di Scelta, che non sono arrivati nemmeno all’1% dei voti. Male anche il M5S, che ha ottenuto il 3,25% di preferenze.

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A salvare la faccia è stata la coalizione di centrosinistra che sosteneva Arturo Lorenzoni e che ha visto trionfare nelle liste circoscrizionali di Verona: Anna Maria Bigon (Pd) con oltre 7mila voti; Cristina Guarda (Europa Verde) con 887 preferenze; Michele Bertucco (Il Veneto che Vogliamo) con 2.259 voti; Giorgio Pasetto (+Veneto in Europa-Volt) con 345 voti e Andrea Cordioli (Sanca Autonomia) con 164 preferenze. Per il M5S, a Verona, vince Manuel Brusco con 941 voti.

Qui i risultati dettagliati della Regione Veneto.

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