Omicidio di Legnago, la vittima è un ragazzo moldavo

Indagini ancora in corso da parte della compagnia locale dei carabinieri per capire la dinamica che ha portato all'accoltellamento di un ragazzo poco più che ventenne residente a Veronella. Alessandro Verità, presidente della sua squadra calcio, lo ricorda come un ragazzo d'oro.

Si chiama Alexandru Boboc il giovane poco più che ventenne accoltellato questa notte a Legnago e deceduto poco dopo nonostante i tentavi di rianimazione da parte del personale sanitario giunto sul posto. La dinamica dell’omicidio e i motivi che hanno portato alla morte del ragazzo residente a Veronella sono ancora al vaglio della compagnia dei Carabinieri di Legnago che stanno ricomponendo i tasselli di una vicenda che ha ancora molti lati oscuri e che verranno chiariti soltanto nelle prossime ore.

A comunicare l’identità della vittima è Alessandro Verità, presidente e allenatore dello Sporting Salionze, una squadra amatoriale che accoglie giocatori provenienti da diversi stati europei ed extraeuropei, in particolare da Romania, Moldavia, Bulgaria e Brasile. Un impegno, quello di Verità, libero professionista con la passione per il calcio e la solidarietà verso gli emarginati, che parte dal lontano 2007, quando nei campi di via Torbido raduna, sempre con lo stesso spirito e a spese proprie, giovani da ogni parte del mondo per comporre formazioni multinazionali allo scopo di creare inclusione sociale.

Verità, primo da sinistra tra gli accosciati, con una delle sue formazioni multietniche.

Da un paio di anni Alessandro Verità gestisce gli impianti di via Faccio, vicino a Porta Nuova, ed è lì che lo Sporting si allenava e giocava le partite in casa prima che l’emergenza coronavirus bloccasse tutte le attività. E’ lui a raccontarci come ha saputo della tragedia che si è consumata nella notte: «Abbiamo una chat con tutti i giocatori e questa mattina presto, quando mi sono svegliato, ho letto i primi messaggi che dicevano che Alexandru era morto. – spiega Alessandro Verità – Allora ho fatto alcune telefonate che mi hanno confermato quando successo».

«Non conosco la dinamica o i motivi per cui si sia scatenata quella che alcune testate hanno definito una lite, posso soltanto affermare che Boboc era un ragazzo d’oro. – prosegue il Presidente – Alto, magro, sempre sorridente, aveva il suo lavoro, la sua macchinina, veniva su ogni volta da Veronella dove abitava per allenarsi e stare in compagnia. Mai una parola fuori posto, non riesco a capire cosa possa essere successo. Secondo me si è trovato nel posto sbagliato nel momento sbagliato».

Boboc lascia una compagna e tre figli piccoli. «Con la nostra squadra stiamo già pensando di raccogliere del denaro da dare alla sua famiglia per sostenerla in questo momento tragico e di sofferenza» conclude Verità.

Nel frattempo la giovane compagna della vittima ha lanciato un appello ad amici e conoscenti sul suo profilo Facebook per attivare una raccolta fondi per il rimpatrio della salma del defunto compagno in Moldavia.