Olimpiadi 2026. Zaia: «Semaforo verde, ma il muro finale è ripido»

Ottime notizie dal report della Commissione di valutazione del Cio sulla candidatura di Milano-Cortina alle Olimpiadi 2026. Secondo la relazione, la candidatura italiana soddisferebbe gli elementi chiave per l’Olimpiade, mentre emergono delle criticità per la candidatura di Stoccolma-Are. In particolare, a preoccupare il comitato, sarebbero alcune aree naturali protette di Are, che è stata l’unica a firmare il contratto come città ospitante.

«Siamo all’ultimo intertempo della seconda manche e c’è luce verde. Ma il muro finale è ripido e insidioso. È il momento di mantenere la calma, non montarsi la testa, e dare il massimo». Con queste parole, il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia commenta la relazione della Commissione di Valutazione del Cio sulla candidatura di Milano-Cortina alle Olimpiadi invernali del 2016, resa nota oggi e secondo la quale «Gli elementi chiave per qualsiasi Olimpiade di successo includono un chiara visione allineata agli obiettivi di sviluppo a lungo termine, un solido piano di azione, un sostegno costante da parte di tutti i settori e la migliore esperienza possibile per gli atleti. Milano-Cortina soddisfa tutti questi criteri».

«Ho sempre detto – aggiunge il Governatore – che la nostra è una candidatura forte, perché fondata sulla condivisione totale delle Istituzioni e della gente, rispettosa al massimo dell’Agenda Cio 2020, senza colate di cemento e spese pazze, caratterizzata dall’originalità di aver abbinato luoghi iconici come una grande metropoli internazionale, Milano, e il cuore delle Dolomiti patrimonio Universale dell’Unesco, Cortina, supportata da infrastrutture sportive già di livello eccellente, come le piste di Cortina che ospiteranno i Mondiali 2021».

«Credo – aggiunge il Presidente della Regione Veneto – che la Commissione Morariu abbia ben percepito e valutato questa impostazione, perché è innegabile che siamo di fronte a un giudizio complessivo estremamente positivo. Non dire gatto finchè non ce l’hai nel sacco, storico insegnamento del grande Giovanni Trapattoni – conclude il Governatore – deve ora essere il filo conduttore che ci guiderà in questo mese verso Losanna. Guai abbassare la guardia, bisogna lavorare ancora pancia a terra, perché sull’ultimo muro prima del traguardo i tracciatori potrebbero aver piazzato porte molto angolate, quindi insidiose».

E intanto la commissione di valutazione del Cio, ha esposto anche il report della candidatura di Stoccolma-Are in corsa con Milano-Cortina: «Mentre sono state fornite lettere di intenti, sono ancora da presentare le garanzie vincolanti per le nuove strutture: il villaggio olimpico di Stoccolma, l’ovale per il pattinaggio di velocità e le sedi del biathlon e dello sci di fondo». Il comune di Stoccolma ha deciso di non firmare il contratto come città ospitante (host city contract, ndr), dichiarando di poter affittare le strutture sportive necessarie per i Giochi e di poter assicurare i servizi pubblici allo stesso livello e alle stesse condizioni di qualsiasi altro evento organizzato nei confini della città. Il contratto sarebbe dunque firmato dal comune di Aare e dal Comitato olimpico svedese». È quanto evidenzia la commissione di valutazione del Cio nel report sulla candidatura di Stoccolma-Aare per i Giochi Olimpici invernali del 2026.

Alcune aree individuate dalla candidatura di Stoccolma-Are come sedi di gara, inoltre, possono comportare un rischio per l’ambiente. In particolare a preoccupare il Cio sono tre ‘venues’ ad Are, Falun e Sigulda per la loro vicinanza «ad aree naturali protette e che richiedono un’attenzione particolare per evitare un impatto ambientale». Altre criticità sono state evidenziate per quanto riguarda Hamra, che dovrebbe ospitare le gare di biathlon e sci di fondo: «Lo sviluppo della sede di Hamra all’esterno di una vecchia cava – si legge ancora – potrebbe incontrare rischi legati alla contaminazione della terra e alla protezione della qualità dell’acqua». Perplessità anche sui prezzi dei biglietti che, secondo il Cio, «appaiono elevati: questo richiederebbe un forte programma di comunicazione».

Nel frattempo, a Verona, questa mattina, si è chiuso il tour organizzato dal Panathlon Agro Romano a sostegno della candidatura Milano-Cortina. E in municipio è risuonata la campana che negli ultimi giorni ha girato le località che potrebbero essere interessate dal grande evento sportivo, tra cui proprio la città scaligera. A dare il ‘gong’, l’assessore allo Sport, Filippo Rando. Vicino alla campana di bronzo da 80 chili, realizzata per il Giubileo e benedetta da Papa Benedetto XVI, anche la fiaccola di Papa Giovanni Paolo II.

Numerose le personalità presenti. Dal presidente del comitato del tour a sostegno della Milano-Cortina 2026 Marcello Nicola Marrocco, al presidente del Panathlon Agro Romano Italo Guido Ricagni. E poi il dirigente dello Sport Vaticano Nicola Vignola; la rappresentante del Gruppo Sportivo Aeronautica Militare di Padova Manuela Levorato; la presidente di Woman triathlon Italia Antonella Salemi; l’ex campionessa di triathlon Francesca Tibaldi; il presidente del Panathlon Verona 1954 Enrico Mantovanelli, assieme ad alcuni soci; il presidente del Panathlon Brera Luciano Zerbini; il presidente del Panathlon Mantova Adalberto Scemma.

«Sarebbe davvero eccezionale, oltre che un grande motivo di orgoglio, se l’Arena di Verona potesse ospitare la cerimonia conclusiva delle Olimpiadi – ha detto l’assessore –, ecco perché siamo coinvolti in prima persona a sostegno della candidatura Milano-Cortina. L’iniziativa di oggi va proprio in questa direzione».