Nubifragio, vigne allagate e danneggiate da grandine

Confagricoltura Verona e Veneto e Cia, stanno in queste ore tirando le somme dei danni causati dagli allagamenti avvenuti ieri in città e provincia, a seguito del maltempo. Nella zona di Negrar si teme per la produzione di Amarone e si guarda alle responsabilità delle esondazioni dei torrenti.

All’indomani della bomba d’acqua che si è riversata su Verona e provincia sabato pomeriggio, anche gli agricoltori cominciano a valutare i danni del nubifragio, che ha colpito pesantemente soprattutto la zona tra Parona, Arbizzano e San Vito di Negrar, dove potrebbero esserci conseguenze anche sulla qualità dell’Amarone.

Vigneti allagati, filari caduti e smottamenti: “In poche ore è caduta una quantità d’acqua impressionante, che ha allagato parecchi vigneti – spiega Christian Marchesini, presidente dei viticoltori di Confagricoltura Verona e Veneto – Non abbiamo, per fortuna, notizie di nostre cantine allagate o danneggiate, ma di filari caduti e danni alle marogne. I vigneti, a macchia di leopardo, sono stati colpiti anche da grandine, con danni che si possono stimare tra il 10 e il 20%. Per la zona tra Parona e Arbizzano potrebbero esserci ripercussioni sulla qualità dell’Amarone, ma è presto per valutare. Quello che però ci preoccupa di più è la grande quantità d’acqua che ha allagato le coltivazioni. Vedremo tra due o tre giorni se le viti ne hanno assorbita troppa, perché gli acini scoppieranno”.

Per quanto riguarda i torrenti esondati, secondo Marchesini non c’è un problema di scarsa manutenzione: “Quello della Valpolicella era stato pulito da poco e non c’erano ostruzioni di piante. Il problema, semmai, sono le opere idrauliche eseguite nel passato, quando i progni hanno dovuto essere tombati per realizzare i ponti, con la conseguenza di una strozzatura che può dare qualche problema. Ma quello che è accaduto sabato è un qualcosa di eccezionale, che non poteva essere previsto ed evitato”.

Non la pensa così Andrea Lavagnoli, presidente provinciale di Cia (Confederazione italiana agricoltori), che ha lanciato un avvertimento: “Il nubifragio che ha colpito sabato scorso la provincia veronese è un campanello d’allarme per quanto riguarda la gestione del territorio, che va mantenuto in ordine per evitare danni gravi. Dalla Val Squaranto alla Valpolicella molti vigneti sono stati sommersi anche da un metro e oltre di acqua per molte ore – spiega Lavagnoli – Nel progno in Val Squaranto ci sono alberi e vegetazione che hanno invaso il letto e sono più alti degli argini, contribuendo alla tracimazione. Perciò risulterà importante in futuro curare maggiormente la manutenzione del territorio. Gli agricoltori fanno già regolarmente pulizia all’interno dei loro terreni, ma c’è tutta la partita legata alle zone demaniali, nelle quali noi non possiamo intervenire. – conclude il presidente provinciale di Cia – La manutenzione di questi corsi di acqua deve essere sistematica: è importante e vitale per tutti, sia per la popolazione, sia per gli agricoltori”.