Nozze gay, lo slogan che non s’ha da fare

I comunicati di protesta del Popolo della Famiglia, l’invito del Comune a togliere l’hashtag ritenuto inappropriato. Via  #sposachivuoi dagli stand di VeronaSposi. Immediato il polverone politico.

Un vero e proprio slogan della discordia quello che avrebbe, invece, dovuto accordarsi in pieno con l’allestimento e con lo spirito della fiera legata ai matrimoni in programma all’ex Arsenale. Se dalla Lega arriva il plauso del capogruppo in Comune Vito Comencini  “le trovate di marketing non possono affossare i valori. Bene ha fatto l’assessore Neri a frenare l’allestimento di stand palesemente contro la famiglia tradizionale, che rischiava di trasformarsi in propaganda relativista a favore di altre unioni che nulla c’entrano con la famiglia composta da mamma e papà”. L’assessore Briani ha stemperato i toni:” Verona è, e resta, città dell’amore. La Giunta è di ampie vedute, se avvisati avremmo trovato una soluzione”. Per il Circolo Pink “Giulietta e Romeo si stanno rivoltando nelle loro tombe”. Il Pd accusa di discriminazione contro gli omosessuali, mentre Tommaso Ferrari di Verona Civica propone un contro invito all’amministrazione: “Fare sul serio invece che sbandierare e basta”. Essere pro famiglia, spiega il capogruppo, non passa da veti e censure “ma da investimenti in politiche giovanili che mettano al centro occupazione e servizi per l’infanzia.