Vanzetto (M5s): «L’accordo col Pd? L’importante è portare avanti il nostro programma»
Giornata intensa di consultazioni per il nuovo Governo, quella di oggi. La nuova direzione presa dal Movimento 5 Stelle, dopo il divorzio unilaterale imposto da Matteo Salvini, è ormai quella di un nuovo matrimonio con il Partito Democratico.
Direzione che ha generato reazioni contrastanti anche all’interno del Movimento stesso, con pentastellati più o meno favorevoli al nuovo accordo.
Abbiamo raggiunto al telefono Marta Vanzetto, per capire il punto di vista sulle vicende romane del consigliere comunale capogruppo del Movimento 5 Stelle a Verona.
Come ha seguito da Verona le vicende romane che stanno portando alla nascita del nuovo governo?
Abbiamo visto che la politica propagandistica e poco concreta di Salvini è stata di impedimento ovunque al raggiungimento degli obiettivi. Anche a livello locale. Basti pensare che il ministro dell’Interno e quello per le Politiche della Famiglia non hanno ancora emanato il decreto per evitare alle famiglie di sborsare quasi duemila euro per lo scuolabus. Già questo fa capire quanto poco abbia lavorato la Lega. Non è riuscita a esprimere il potenziale che c’era.
Cosa si aspetta quindi da questo nuovo matrimonio Pd-M5s?
Come Movimento 5 Stelle, tanto a livello locale, quanto a livello nazionale, l’unica cosa importante è il programma. Può votarlo Belzebù o l’Arcangelo Gabriele: ciò che conta è che si porti avanti il programma del Movimento 5 stelle.
Può esserci, a livello locale, qualche ricaduta?
A livello locale è una cosa diversa. Eravamo all’opposizione due anni fa, quando Sboarina è stata eletto, lo eravamo l’anno scorso quando è stato siglato il contratto con la Lega e continueremo a esserlo. A Verona la Lega è solo un socio della maggioranza e noi continuiamo a fare opposizione all’amministrazione di Sboarina, che si è dimostrata leghista nell’incapacità, più che nella volontà di esserlo. Lo hanno dimostrato in questi due anni: tra aumenti delle mense e del bus, con l’opera surreale del filobus, hanno espresso tutto il proprio potenziale negativo.
L’alternativa del voto?
Votare una volta all’anno non garantisce lo sviluppo di un programma a lungo termine per la crescita dell’Italia. Votare con questa legge elettorale tra l’altro è da irresponsabili, nessuno avrebbe il 50 per cento più uno. Votare una volta all’anno garantisce solo le poltrone di quei partiti che guardano ai propri interessi.
«Si deve dare una sterzata al fallimento e alle criticità che si sono riscontrate nell’attuale sistema elettorale». Sono parole del senatore Vincenzo D’Arienzo (Pd), che proprio oggi in un’altra intervista sul nostro giornale, ha espresso opinioni molto simili alle Sue.
Hanno governato cinque anni e non sono riusciti a farla. Di cosa si lamenta? Mi auguro che questa volta, con due teste diverse, si riesca a elaborare una legge rispettosa della Costituzione e del popolo italiano. Per le cose buone per l’Italia si deve lavorare insieme.
L’accordo con il PD quindi è il “male minore”, dal vostro punto di vista, per continuare a lavorare sui programmi del Movimento?
Non è un accordo con il Pd. È un accordo con una forza politica, che a prescindere da quale sia la forza politica, ci permetta di continuare a lavorare sul programma del Movimento 5 stelle e sugli obiettivi che esulano ma vanno tutelati. Per esempio lo stop all’aumento dell’Iva. Il bene degli italiani è l’unico faro davanti a noi. Non la propaganda personalistica salviniana. Anche al Pd, se dovesse capitare, non permetteremo questo tipo di propaganda.
Secondo la sua sensibilità, cosa ne pensa la “base” del Movimento 5 Stelle del capovolgimento di fronte da Lega a Pd?
Quando è stato annunciato l’accordo di Governo con la Lega, molti sono insorti. Stessa cosa quando è stato annunciato quello con il Pd. Il M5s è composto di molte anime diverse, quindi quando ci si avvicina di più a un partito o a un altro, ci sarà una delle anime più insofferente. Non conta se hai la camicia nera o la camicia rossa. Basta che voti il nostro programma. Noi facciamo votare gli iscritti, quindi tutti hanno la possibilità di indicare la propria opinione. E la maggioranza vince.
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