Governo. Di Maio: «Sì al nostro programma o elezioni»

Al termine dell'incontro Di Maio ha consegnato a Conte un documento con 20 punti programmatici.

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Finite le consultazioni con Fdi, Pd, Fi, Lega e M5s. Meloni e Salvini non si sono presentati, Berlusconi sì. Di Maio, invece, ha consegnato 20 punti programmatici.

Al termine del colloquio Luca Ciriani (Fdi) ha detto: «A Conte abbiamo ribadito che Fdi sarà nettamente alla opposizione di questo governo: una opposizione che sarà senza sconto alcuno a un governo inaccettabile che si fonda su una alleanza tra partiti che fino a ieri litigavano e che nasce solo per una operazione di potere ed impedire il voto dei cittadini».

Secondo incontro quello con la delegazione della Lega, senza il segretario Matteo Salvini e con i sottosegretari uscenti Lucia Borgonzoni e Claudio Durigon: «Speravamo di poter avere una discussione con Conte sul futuro per capire se si troveranno i voti. Speriamo che non si trovino e si torni al voto». Lo ha detto Lucia Borgonzoni sottosegretario della Lega al termine della consultazione con il presidente del Consiglio incaricato Giuseppe Conte. A chi chiede di spiegare cosa significhi l’auspicio della mancanza di voti alla maggioranza in Senato, Claudio Durigon dice: «Il nostro è un appello alla coscienza dei senatori a non votare questo mercificio. Ha idee completamente diverse dalla Lega su immigrazione, quota 100 e autonomie. Ha detto che difenderà i provvedimenti fatti ma si è detto pronto a modifiche, anche se non ci ha detto quali» conclude.

Dopo la Lega il presidente incaricato Giuseppe Conte ha incontrato la delegazione di Forza Italia guidata dal presidente Silvio Berlusconi con le due capogruppo alla Camera e al Senato Maria Stella Gelmini, Anna Maria Bernini e Antonio Tajani: «Dopo il fallimento del governo siamo convinti che le maggioranze per essere garanzia di efficienza e stabilità si devono formare prima del voto da forze politiche omogenee e valoriali. Sarebbe stato assolutamente meglio ridare la parola agli italiani» ha detto Silvio Berlusconi al termine della consultazione. «Il fatto che la Lega abbia proposto di risuscitare l’esperienza gialloverde rappresenta per noi un problema politico molto serio, su cui tutti gli elettori di centrodestra devono riflettere seriamente perchè così si è consegnato il Paese alla sinistra».

«È stato un incontro che si è svolto nel giorno nel quale l’Istat conferma purtroppo alcuni dati negativi per la nostra economia, dati che confermano la necessità di una svolta e l’esigenza di aprire quella che lo stesso presidente incaricato ha chiamato una nuova stagione politica per il Paese» ha detto Zingaretti al termine delle consultazioni. «Ribadiamo il taglio delle tasse per i salari medio-bassi del Paese come incentivo alla ripresa e come stimolo dei consumi ed elemento di giustizia rispetto alle famiglie italiane. E, sempre per i redditi medio-bassi si stanno studiando formule per la formazione gratuita per i figli dall’asilo nido all’università».

Infine chiude le consultazioni M5s con Luigi Di Maio a capo della delegazione: «Se entreranno i nostri punti nel programma di governo si potrà partire altrimenti meglio il voto – ha detto il capo politico del M5s al termine del colloquio con il Presidente incaricato – O siamo d’accordo a realizzare i punti del nostro programma o non si va avanti. Non guardiamo a un governo solo per vivacchiare, consideriamo alcuni dei punti del documento imprescindibili».

Da parte del M5S c’è una «netta contrarietà alla patrimoniale. Il carico fiscale è anche disordinato a causa della burocrazia, e questo dovrà essere un governo pro-imprese. L’aumento dell’Iva va bloccato. Riteniamo che non abbia alcun senso parlare di modifiche ai decreti sicurezza. Vanno tenute in considerazioni le osservazioni del capo dello Stato ma senza modificare la ratio di quei provvedimenti. Ho detto che non rinneghiamo questi 14 mesi di governo». Al termine dell’incontro Di Maio ha consegnato a Conte un documento con 20 punti programmatici. (Ansa)

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