Dopo le misure introdotte con il decreto Sicurezza del Ministro dell’Interno Matteo Salvini, a maggio, le cooperative che gestiscono l’accoglienza dei richiedenti asilo in luoghi più o meno isolati si troverebbero ancora più penalizzate. Perchè sono stati fatti tagli pesanti agli strumenti per l’integrazione, come ad esempio i mezzi di trasporto, che fino ad un mese fa accompagnavano quotidianamente i giovani in città. A Verona a soffrire di più sono i centri di accoglienza come quelli di Vaccamozzi ad Erbezzo, dove ad oggi risiedono 27 richiedenti asilo, e che però non hanno più la possibilità di spostarsi. E “di autobus pubblici che fanno più volte al giorno la tratta Erbezzo-Verona, non ce ne sono”, assicura il coordinatore della cooperativa che gestisce Vaccamozzi.

La settimana scorsa l’Osservatorio Migranti di Verona ha scritto direttamente al Presidente della Repubblica per chiedere la chiusura del Centro di Accoglienza Straordinaria di Vaccamozzi, in quanto “troppo distante da tutto e da tutti.” E perchè “nell’isolamento non c’è accoglienza”, spiegano dall’Osservatorio. Ma in questi anni, garantisce il coordinatore della Cooperativa Versoprobo Andrea Montagnini, “abbiamo lavorato al massimo per permettere lo spostamento dei ragazzi”.

 

 

 

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.