“Succede a Verona”, ieri sera il primo incontro cittadino

Al centro della serata, moderata dal giornalista Ernesto Kieffer, la vita culturale di Verona, la rigenerazione urbana e la gestione degli spazi cittadini.

IL NAZIONALE succede a verona

Ieri sera, nello storico locale di piazza San Zeno “Al Calmiere”, si è tenuto il primo appuntamento di “Succede a Verona – Incontri e Scontri de Il Nazionale Verona”, una serie di eventi culturali ideati e organizzati dalla testata giornalista online, “rinata” un anno fa per iniziativa di un gruppo di giornalisti veronesi.

Per questo primo incontro, moderato da Ernesto Kieffer, si è deciso di proporre alla cittadinanza un dibattito con alcuni giovani esponenti della politica locale (Tommaso Ferrari di Traguardi, Elisa La Paglia del PD, Alessandro Gennari del Movimento 5 Stelle, Fabio Venturi di Generazione Verona, Andrea Bacciga di Battiti e Andrea Macario Velardi della Lega) per discutere di alcuni dei principali temi legati al mondo della cultura scaligera e alla rigenerazione urbana dei quartieri, con in particolare uno sguardo rivolto al futuro e alla programmazione a dieci anni.

Dopo un doveroso e commosso omaggio a Roberto Puliero, applaudito a lungo da tutti i partecipanti e dal nutrito pubblico accorso per l’occasione, si è cominciato subito a discutere della partecipazione al bando – uscito proprio ieri e pubblicato sul sito online del Ministero dei Beni Culturali – per essere la Capitale della Cultura Italiana 2021. Un tema che ha visto fin da subito posizioni contrapposte, visto che da una parte è emersa la visione di chi oggi, in maggioranza, appoggia la Giunta Sboarina come Macario Velardi e Bacciga (vice presidente della Commissione Cultura di Palazzo Barbieri), che si sono detti fiduciosi sulle possibilità di vincere rispetto alle concorrenti (Rovigo, Treviso, Volterra e Livorno) soprattutto tenendo conto della bellezza, della tradizione e della storia di Verona; dall’altra ha prevalso un po’ di scetticismo da parte di chi, all’opposizione, considera purtroppo Verona in ritardo rispetto ai competitor (il dossier andrà presentato entro il 2 marzo 2020 e al momento non è stato avviato alcun progetto in tal senso) e preferirebbe puntare per il 2021 alle celebrazioni dantesche, visto che ne ricorreranno i 700 anni dalla sua morte, e all’assegnazione a Verona di Capitale della Cultura per il 2022 o il 2023, come ad esempio Elisa La Paglia, per potersi presentare più competitivi.

In ogni caso, qualsiasi sia la scelta che verrà presa dalla città, è emersa l’esigenza, fra tutti gli interlocutori, di remare uniti e compatti in un’unica direzione, per poter eventualmente presentare al più presto un progetto credibile e, possibilmente, vincente. Il dibattito è poi via via scivolato sugli altri argomenti correlati a questo primo argomento, come la gestione dei tanti spazi di proprietà del Comune, la gestione museale di Castelvecchio, quella del Museo di Scienze Naturali, i rapporti con la Fondazione Cariverona e molto altro. Sono emersi paragoni con altre città italiane e straniere, dove gli esempi di buona gestione di questi spazi si sprecano.

Ad accendere, però, particolarmente gli animi è stata la questione riguardante l’Arsenale, il cui progetto attuale, nella sua frammentazione, non convince ancora i Consiglieri all’opposizione, che hanno lamentato un’eccessiva frammentazione del progetto in diverse destinazioni. È intervenuta, presente nel pubblico, anche la Consigliera Bressan, che si è occupata in prima persona del progetto, che ha spiegato al pubblico presente come sarà la suddivisione degli spazi all’Arsenale a lavori terminati. L’evento si è concluso, dopo quasi due ore di dibattito, parlando di quartieri, riqualificazione e rigenerazione urbana.

Ciò che è forse è emerso più di ogni altra cosa, però, anche grazie agli interventi del pubblico, è la necessità di concepire la vita culturale cittadina con un pensiero forte, che condizioni tutte le scelte. Il “dove si vuole andare” che permetta poi di declinare, nei vari campi, la gestione culturale di Verona.

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