Riapre in via Marconi la chiesa di Santa Caterina della Ruota

Ad annunciare la riapertura dopo due anni per un cedimento strutturale di una volta è stato l'Istituto Assistenza Anziani di Verona, proprietario della chiesa. Domani alle 11 la messa del vescovo mons. Zenti.

Domani, sabato 12 ottobre, alle ore 11.00, il Vescovo Giuseppe Zenti celebrerà la Santa Messa presso la Chiesa di Santa Caterina della Ruota, in via Marconi 19/A, per festeggiare la sua riapertura, dopo oltre due anni di chiusura, dovuta al cedimento strutturale della volta.

La chiesa di Santa Caterina, di proprietà dell’Istituto Assistenza Anziani (IAA, per i veronesi c.d. “Villa Monga”), ha antiche origini storiche: faceva parte, infatti, del complesso monastico di Santa Caterina nato all’inizio del XVI secolo, anche se il primo nucleo risale al 1432. È principalmente tra il 1563 ed il 1564 che, dopo aver comprato altri edifici attorno al nucleo primitivo, vengono costruiti dormitori, parlatori, alcune strutture ad uso delle monache, e appunto la chiesa, la quale venne consacrata il 23 gennaio 1564 da parte del vescovo di Teano, G. Nichesola, su mandato del vescovo di Verona, il cardinale Bernardo Navagero.

La chiesa e il monastero vennero ristrutturati nel Settecento, e del monastero originale rimane ora solo una doppia loggia seicentesca, mentre nella chiesa furono rifatti l’interno, l’altare maggiore e la facciata. Nel 1810, a seguito delle soppressioni napoleoniche, il convento e la chiesa furono chiusi e poi ceduti, nel 1812, alle Case di Ricovero e dell’Industria, destinate ad accogliere i poveri della città e, successivamente, gli orfani. Nel 1813, nell’attiguo Ospedale della Misericordia, Don Carlo Steeb, e Suor Vincenza (Luigia Poloni), iniziarono l’opera di assistenza ai malati: tutto il complesso divenne poi sede dei primi Ospedali Civici Riuniti, fino al 1964, anno del trasferimento nella nuova sede di Borgo Trento.

Il Presidente dell’Istituto Assistenza Anziani, Alessandro Cappiotti, è soddisfatto delle riapertura della chiesa di Santa Caterina. «Purtroppo – riporta – a marzo 2017 l’Amministrazione dell’IAA è stata costretta alla chiusura, per il cedimento strutturale della volta a botte dell’unica navata della chiesa. È stato quindi necessario acquisire i pareri della Soprintendenza ai Beni Culturali per definire gli interventi di ristrutturazione che, tuttavia, hanno un onere che, al momento, l’Ente non può sostenere, avendo altre priorità sul fronte dei Centri Residenziali ove sono accolti i quasi 600 anziani non autosufficienti».

«Con il nostro servizio tecnico – prosegue Cappiotti – si è allora valutato di mettere comunque in sicurezza la volta, posizionando delle reti metalliche. Certo, esteticamente non sono il massimo, ma non ce la siamo sentiti di privare, ancora per lungo tempo, la frequentazione delle funzioni religiose alla comunità del quartiere». I riti religiosi della chiesa di Santa Caterina sono garantiti da Don Graziano, il quale alloggia presso i locali sopra la chiesa stessa.

«È emozionante – dichiara il Direttore dell’IAA, Adelaide Biondaro – ricordare che, dopo la chiusura nel 1810, questa chiesa è stata riaperta il 10 settembre 1848 quando il Vescovo di Verona, mons. P.A. Mutti, presiedette la solenne Erezione canonica dell’Istituto Sorelle della Misericordia, con la professione religiosa di Luigia Poloni (Suor Vincenza, che fu anche la prima Superiora) e di 13 consorelle. Sabato saremo assieme proprio alle Suore dell’Istituto Sorelle della Misericordia, che già prestano un prezioso servizio agli anziani residenti nei vicini Centri Servizi Don Carlo Steeb e Santa Caterina. Con loro animeremo la Messa celebrata dal Vescovo che ringraziamo vivamente per aver prontamente accettato di venire».

«Vorremmo al più presto ristrutturare completamente la chiesa – conclude il vice presidente dell’IAA, Luca Mascanzoni (anche lui, assieme ai Consiglieri Nicoletta Montolli, Riccardo Saurini e Ugo Piccoli, presente alla riapertura). «È una chiesa storica, la facciata settecentesca è stata disegnata dall’architetto Giuseppe Montanari, mentre l’altare maggiore è monumentale. Vi sono delle opere di prestigio che meritano di essere viste e collocate in uno spazio sicuro. Per questo, a breve, il Consiglio di Amministrazione cercherà una strategia per raccogliere i circa 500.000 euro necessari per realizzare i lavori. Sarebbe bello che qualche moderno mecenate, interessato alla cultura e all’arte, potesse dare un aiuto concreto a questa causa».

Dopo la celebrazione della Messa da parte del Vescovo Zenti, tutti i presenti potranno brindare all’aperitivo offerto dall’Amministrazione dell’IAA, presso il giardino interno adiacente alla chiesa di Santa Caterina.