Nuovo Governo. D’Arienzo (Pd): «Serve correggere il corso della Democrazia»

Il Senatore del Partito Democratico Vincenzo D'Arienzo ci ha spiegato i primi passi che il nuovo governo giallo-rosso deve fare per segnare uno "stacco" da quello precedente. Salvini? «Un negazionista del buonsenso».

vincenzo d'arienzo su governo giallo-rosso

Ore intense stamattina a Montecitorio, dove si stanno svolgendo in queste ore le consultazioni con il premier incaricato Giuseppe Conte. Stamattina i primi a entrare in Sala Busti sono stati i rappresentati di Fratelli d’Italia, a seguire la Lega, Forza Italia, mentre ora, con Conte, c’è una delle costole del nuovo governo, il Pd, a cui farà seguito l’altra, il M5S, che entrerà alle 13.30 chiudendo così il giro di consultazioni.

Inevitabile l’aria tesa che cronisti, cittadini, e perfino i corazzieri (come sottolineato anche dal quotidiano Repubblica solo qualche giorno fa), stanno respirando nelle sale dei palazzi del potere. Dopo poco più di una settimana dalla disfatta del governo giallo-verde, infatti, è pronto a prendere il suo posto un’altra commistione di colori che tra loro hanno sempre cozzato. Eppure eccolo qui il nuovo governo giallo-rosso. M5s e Pd sono pronti a guidare il Paese insieme per rimettere l’Italia in piedi e affossare, forse, una delle poche cose che hanno in comune: il nemico Matteo Salvini. A ricordarcelo è stato oggi il Senatore del Partito Democratico Vincenzo D’Arienzo, che abbiamo raggiunto telefonicamente.

Senatore, ieri la sua newsletter era intitolata “Habemus Governo”. Ma che tipo di governo sarà questo?

Sarà un governo che fallirà se non riesce a portare a casa alcuni punti importanti. Prima di tutto, deve seppellire definitivamente questa visione populista del mondo, quella che urla dappertutto, contro tutto e contro tutti, che come si è poi visto alla prova di governo è fallimentare. Dopodichè bisogna tenere a bada i conti: l’aumento dell’Iva, investire sul lavoro e le infrastrutture. Infine si deve dare una sterzata al fallimento e alle criticità che si sono riscontrate nell’attuale sistema elettorale. Mi spiego: noi siamo una democrazia imperniata su un sistema bipolare perché abbiamo sempre conosciuto le classiche contrapposizioni centro-destra e centro-sinistra, ma i poli ormai sono tre perchè ci sono anche i 5 Stelle. E in tempi più recenti questa criticità ha portato ad alcune alleanze innaturali pur di far nascere un governo. Se si pensa, infatti, che il sistema elettorale è fatto in un modo, ma poi il risultato è un altro, ha ragione chi dice che il governo non viene mai eletto. Dobbiamo correggere il corso della nostra democrazia perchè in questo momento abbiamo un sistema fragile dove i contrappesi non funzionano se non quello del Capo dello Stato.

Inizialmente Zingaretti e i suoi non erano convinti di voler creare un’alleanza con i 5 Stelle, poi però c’è stata una svolta. Cosa gli ha fatto cambiare idea?

Sì quelli vicini a Zingaretti non erano convinti, se non addirittura contrari: avrebbero preferito le elezioni per omogeneità di proposta. Poi le considerazioni sono state chiare così come le aspettative del mondo intero. Inoltre sia Conte ma anche i 5 Stelle sono stati “apprezzati” nella fase della procedura di infrazione e nella fase della votazione del presidente della Commissione Europea. In alcuni atti importanti non hanno fatto come Salvini, che voleva spostare l’Italia verso la Russia e hanno maturato un credito. E una cosa è chiedersi cosa sia meglio per il Pd, ma per il Paese forse è meglio questo governo.

Stamattina la Lega è stata ricevuta da Conte per le consultazioni, ma Salvini non era presente. Secondo lei qual è la posizione del leader del Carroccio in questo momento?

Loro chiamano a raccolta la piazza. D’altronde i sovranismi quando vanno in difficoltà non hanno “piani B”, quindi la cosa peggiore che possono fare è chiamare i cittadini nelle piazze illudendoli che un’altra soluzione sarebbe stata possibile. Io spero che in quella piazza Salvini spieghi cosa ne avrebbe fatto dei soldi che prendeva dalla Russia, dove ha messo i 49 milioni del debito pubblico. Questo signore non può chiamare le piazze, dire che quelli del Pd e del M5S sono attaccati alla poltrona quando la Lega è la prima a non lasciare le poltrone ben remunerate delle presidenze delle Commissioni. Con queste ipocrisie loro “imbrodano” il Paese per il consenso facile e poi quando vanno al governo falliscono. Vuole continuare ad agitare le piazze? Va bene, ma la Lega ha tre anni di tempo per farlo fuori.

Ma se si fosse andati alle elezioni secondo lei avrebbe vinto Salvini?

Avrebbe potuto vincere, ma se avesse vinto avrebbe comunque avuto una forza tale da condizionare la democrazia italiana. Lui non è capace di governare, è capace di andare in spiaggia a urlare, prendersela con persone che non c’entrano nulla, come i migranti sulle ONG, è un negazionista di tutte le politiche del buon senso. Io spero che la Lega lo faccia fuori perché ha divelto la democrazia italiana e il centro-destra, ma fortunatamente ci ha fatto apparire le debolezze e le criticità del nostro sistema democratico. Finora nessuno come lui lo aveva fatto, anzi in passato qualcuno c’è stato e ha fatto la fine che doveva. Adesso ci ha provato anche lui, in un contesto pur diverso, ma uno che chiede i pieni poteri rimane pericoloso. Ciò ha allarmato il mondo e ha fatto sì che anche quelli come me, che con i 5 Stelle sono agli antipodi, siano disposti ad allearsi con chiunque pur di sconfiggerlo, come fecero i Democristiani e il Partito Comunista contro i fascisti. 

Se dovesse fare un augurio a questo nuovo governo?

Intanto, nei primi 100 giorni deve dare una chiara visione del cambiamento, della sfida nuova che si sta compiendo. Questo non vuol dire umiliare il partner di governo. Le condizioni devono cambiare entro pochi giorni: io mi aspetto che la Mare Ionio, il giorno dopo che il governo ottiene la fiducia, attracchi a Lampedusa e un aereo parta poi per il Portogallo, la Francia e la Germania; deve essere un cambiamento visibile, come lo è già sui mercati: lo spread era stamattina a 170 punti, si sta tornando nell’alveo della normalità.

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