Mobilità sostenibile. PD Verona: «La città sta retrocedendo»

La sequenza di incidenti anche gravi che hanno coinvolto ciclisti in città e provincia nelle ultime ore genera preoccupazione nell’opinione pubblica e nelle file di alcuni schieramenti politici. A Palazzo Barbieri si fanno sentire con una nota i consiglieri del Partito Democratico.

Federico Benini, Elisa La Paglia, Stefano Vallani
I consiglieri del PD Federico Benini, Elisa La Paglia, Stefano Vallani

I quattro incidenti di ieri che hanno coinvolto altrettanti ciclisti non lasciano indifferenti la politica locale, in particolare l’opposizione a Palazzo Barbieri. Oggi i consiglieri comunali dem Federico Benini, Elisa La Paglia e Stefano Vallani hanno manifestato la loro preoccupazione per una mobilità sostenibile che non sarebbe sufficientemente tutelata.

«La nuova ondata di incidenti che vede vittima numerosi ciclisti sia in città che in provincia rimarca l’assenza, da parte dell’amministrazione comunale, di una politica della mobilità che renda meno congestionate le strade e più sicura la circolazione di quanti scelgono di spostarsi responsabilmente, utilizzando mezzi sostenibili come la bici o i bus. – scrivono i consiglieri – La situazione delle ciclabili, spesso scomode, scarsamente collegate e insicure, è rimasta tale e quale a quella che aveva lasciato la precedente amministrazione Tosi. Si veda ad esempio la presunta ciclabile di Corso Milano, una corsia stretta e poco praticabile, oppure la ciclabile di Corso Porta nuova, continuamente invasa da auto parcheggiate scorrettamente».

«Il Piano della mobilità sostenibile, che era stato annunciato come una svolta, procede a rilento e nel più assoluto silenzio dell’amministrazione la quale preferisce dedicarsi ad iniziative spot come la sperimentazione dei monopattini elettrici. Scelta lodevole, peccato che i tantissimi divieti imposti la renda inutile ai fini pratici. – conclude la nota – Con la sola eccezione del collegamento tra Porta Palio e Castelevecchio, l’amministrazione non ha compiuto nessuna scelta in materia di mobilità ciclistica. Anzi, pasticciando con il progetto del filobus porterà all’eliminazione di alcune ciclabili e renderà la vita dei ciclisti ancora più difficile in molti punti della città, uno su tutti, Via Mameli».

Al comunicato del Pd si aggiunge quello della FIAB, a nome del presidente di Verona Corrado Marastoni, e del suo vice, Giorgio Migliorini: «Al di là del doveroso accertamento delle responsabilità individuali nei singoli casi, questi avvenimenti dovrebbero sempre costituire un’occasione di riflessione per gli amministratori sul modello di mobilità da seguire, se conti di più la tutela della sicurezza dell’utenza debole oppure la comodità di chi si muove sui mezzi a motore, se sia preferibile “dare una calmata” al traffico specie nei centro abitati (limitazioni degli accessi e della sosta, zone 30, …) oppure rendere la circolazione sempre più facile e fluida ma al contempo più veloce e pericolosa».

Corrado Marastoni, presidente Fiab Verona

«Il nostro caldo invito ai veronesi di città e provincia è di continuare a scegliere la bicicletta per muoversi, ponendo la dovuta attenzione e prudenza nel rispetto delle regole stradali non solo per sè ma anche per gli altri, ad esempio evitando per quanto possibile note situazioni di pericolo come il procedere affiancati a mezzi pesanti specie in prossimità di curve o il non usare le prescritte illuminazioni in caso di oscurità. La bici è un mezzo di trasporto sano, pulito e “allegro” per sé e per gli altri, e deve continuare ad esserlo. La presenza e lo stimolo di una parte di popolazione sempre più consistente che vuole muoversi in modo attivo e chiede di farlo nella dovuta sicurezza è fondamentale affinché il progresso in questa direzione, già in atto ma ancora lento, avvenga in tempi più brevi».