Mag Verona in prima linea per una legge sui beni comuni

Iniziata anche nella nostra città la raccolta delle 50 mila firme necessarie per sottoporre alla discussione in Parlamento la proposta di legge di iniziativa popolare. Il testo definisce il profilo giuridico dei beni comuni e porterebbe alla modifica del codice civile nella parte dedicata ai beni pubblici. Una serata di approfondimento è fissata per il 12 luglio al Tommasoli.

Una legge per tutelare e preservare i beni comuni. E’ quello che chiede a gran voce, Mag Verona, a nome di migliaia di cittadini. Ci si augura che siano almeno 50 mila lungo lo Stivale, ovvero il numero minimo necessario per far pervenire al Parlamento la proposta di legge di iniziativa popolare proprio per il riconoscimento dei Beni comuni.

Un’iniziativa, quella della raccolta firme, nata da Mag Verona ed estesa a tutta Italia. Per approfondire il tema, Mag ha organizzato una serata  prevista per venerdì 12 luglio, alle 20.30, al Centro Tommasoli in via Perini 7.

Ospite sarà il giornalista e attivista Paolo Cacciari e introdurrà la serata Paolo Dagazzini, referente del Comitato per Mag Verona. Obiettivo  è far conoscere i contenuti del “Disegno di legge delega Commissione Rodotà sui Beni comuni, sociali e sovrani, presentato lo scorso 18 dicembre in Corte di Cassazione e ora bisognoso, come dicevamo, di 50 mila firme autenticate entro il 20 agosto (sarà possibile firmare anche durante la serata), in modo da poterlo presentare alla Camera dei Deputati.

 

L’approvazione del disegno di legge modificherebbe il codice civile nella parte relativa ai beni pubblici, grazie al riconoscimento giuridico dei beni comuni – acqua, terra, aria, parchi, foreste – e dei beni sociali – ricerca, istruzione, salute, lavoro.

«La legge proposta definisce beni comuni quei beni che costituiscono “utilità funzionali all’esercizio dei diritti fondamentali e al libero sviluppo della persona” – afferma in una nota Paolo Cacciari -. Con l’introduzione della fattispecie dei beni comuni nel Codice civile, si rafforzerebbero i vincoli pubblici di interesse generale su tutti i beni definiti come comuni, attraverso la loro inalienabilità, integrità, destinazione d’uso, tutela amministrativa. Questo concetto aprirebbe la strada alla sperimentazione di forme di autogestione e di autogoverno delle comunità afferenti a quei beni».

Maggiori informazioni segnaliamo il link http://magverona.it/LIPbenicomuni/ predisposto dalla Mag di Verona, dove è possibile trovare materiali e approfondimenti.