«Cercate i furbetti in altri palazzi» protesta per il rincaro affitti di Ater

Davanti alla sede dell'Azienda Territoriale Edilizia Residenziale stamattina gli inquilini sono andati a manifestare contro la riforma regionale dei canoni di affitto delle case popolari.

A partire dallo scorso primo luglio tutto è cambiato e la nuova fisionomia per il calcolo dei canoni di concessione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica solleva non poche perplessità. Stamattina un presidio degli interessati davanti alla sede dell’Ater che con tanto di cartelli («Cercate i furbetti in altri palazzi») hanno reso plastico il disagio di una rivoluzione percepita come “salasso” soprattutto per anziani soli o con figli adulti. I nuovi importi, in molti casi, sono il doppio rispetto al canone versato in precedenza.

L’assessore regionale al sociale e all’edilizia residenziale Manuela Lanzarin ha spiegato, in questi giorni, che la Regione «ha istituito sette nuclei tecnici di analisi, uno per provincia, con operatività immediata. I sette nuclei, coordinati ciascuno dal presidente dell’Ater della provincia di riferimento, sotto la direzione dei rispettivi direttori, e partecipati dai rappresentanti dei Comuni e degli eventuali enti pubblici gestori, dovranno esaminare, caso per caso, le posizioni degli inquilini, affrontare i casi critici e proporre al Tavolo di monitoraggio regionale e alla Giunta, entro il 30 settembre, proposte di modifica della legge 39/2018 di riordino dell’edilizia pubblica residenziale e del suo regolamento applicativo».

«Non è questione, come dice Lazzarin, di valutare “caso per caso”, a tutela delle fasce più deboli. Questo ragionamento andava fatto, caso mai, prima di mettere le mani nelle tasche dei cittadini. Il problema non si risolve nemmeno tutelando chi ha già un contratto a tempo indeterminato e penalizzando i nuovi entrati, come ventilato nel colloquio tra Ater e la rappresentanza di inquilini. Il problema di questa legge sta nel fissare parametri equi di ingresso e di uscita dagli alloggi popolari» attaccano in una nota i dem Elisa La Paglia e Federico Benini.