Castelvecchio chiuso, ma apre a Sgarbi. Polemica a Verona
Una visita fuori orario al Museo di Castelvecchio da parte di Vittorio Sgarbi – oggetto di un clamoroso furto di opere nel novembre 2015 – sta innescando la polemica politica a Verona, dove i consiglieri di opposizione hanno definito l’episodio “gravissimo”, presentando una interrogazione urgente. La firma è di Michele Bertucco (Verona e Sinistra in Comune) e Federico Benini (Pd).
Il fatto ieri sera, il 10 settembre, verso le 21.30. Sgarbi, in città per altri impegni, nonostante l’ora tarda voleva visitare l’esposizione a Castelvecchio su “Verona dal 1570 alla peste del 1630“. Ma il museo era chiuso da ore. Per questo ha contattato il sindaco, Federico Sboarina, chiedendo di poter entrare ugualmente.
Il sindaco, riferiscono fonti del Comune, ha interessato della richiesta la direttrice dei musei civici, oltre all’assessore alla cultura, e a questo punto è scattato anche il protocollo di sicurezza che, dopo la rapina del 2015, prevede la presenza sul posto di una pattuglia armata della polizia municipale. Pattuglia rimasta sul luogo sino a quando Sgarbi non è uscito dal museo, verso le 22.45. (Ansa)
Le domande di Bertucco e Benini
«Vogliamo quindi sapere dall’amministrazione comunale se corrisponde al vero che il Museo di Castelvecchio sia stato aperto, la sera, dopo cena, in orario di chiusura, per consentire una visita privata a Vittorio Sgarbi; chi eventualmente abbia autorizzato questa apertura che non si può nemmeno definire straordinaria in quanto al di fuori di ogni protocollo; se c’è stato un intervento da parte della polizia locale e se siano state eventualmente irrogate delle sanzioni».
«Sarebbe sconvolgente scoprire, dopo tutto quanto è accaduto in passato, che basta citofonare per farsi aprire il Museo di Castelvecchio in orario serale».
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