Ca’ del Bue: fronte comune di San Giovanni, San Martino e Zevio

Idee condivise fra San Giovanni Lupatoto, San Martino Buon Albergo e Zevio sul sito di Ca' del Bue. I tre comuni veronesi chiedono la Valutazione d'impatto ambientale (Via) per gli interventi futuri nell'area.

sindaci De Santi-Ruzza-Gastaldello a ca del bue
De Santi, Ruzza, Gastaldello

Idee condivise fra tre comuni, San Giovanni Lupatoto, San Martino Buon Albergo e Zevio sul sito di Ca’ del Bue. I tre comuni veronesi chiedono la Valutazione d’impatto ambientale (Via) per gli interventi futuri nell’area. L’area, sede di un termovalorizzatore dalla storia travagliata, si trova nel mezzo fra i tre comuni e Verona.

L’annuncio ieri, nel Parco di Pontoncello, con una conferenza stampa congiunta promossa dalle tre amministrazioni locali. Sotto i riflettori il nuovo progetto di impianto per il trattamento dei rifiuti e produzione di bio metano a Ca’ del Bue. Sono intervenuti Franco De Santi, Attilio Gastaldello e Diego Ruzza, primi cittadini dei comuni interessati.

Il sito di Ca’ del Bue è, da tempo, al centro di numerose polemiche per problematiche ambientali sollevate proprio dai tre Comuni e dalla stessa Provincia di Verona.

«Siamo soddisfatti dell’abbandono definitivo del progetto di realizzazione di un inceneritore di rifiuti. Tuttavia, anche la nuova progettualità, che prevede il trattamento dei rifiuti e la produzione di bio metano, comporta una modifica sostanziale all’A.I.A. (Autorizzazione Integrata Ambientale), e può determinare ricadute sensibili sui territori circostanti, a partire dall’aumento sostanziale del traffico veicolare pesante nei nostri Comuni e nei territori limitrofi» spiega il primo cittadino di San Martino Buon Albergo, Franco De Santi.

«Non è tutto – continua Attilio Gastaldello, sindaco di San Giovanni Lupatoto –, dagli studi prodotti da professionisti incaricati abbiamo verificato che le analisi di progetto depositate in Regione non sono sufficienti ad escludere un aumento dell’inquinamento dovuto all’impianto produttivo di bio metano con conseguenti rischi per la salute della popolazione. È necessaria una maggiore chiarezza che può essere garantita soltanto dagli strumenti di valutazione ambientale che la legge mette a disposizione».

Mercoledì 8 gennaio dunque, ciascuno dei tre Comuni ha approvato una delibera dai contenuti condivisi, mediante cui si chiede l’assoggettamento dell’intervento alla ”V.I.A” (valutazione di impatto ambientale), per far emergere le effettive condizioni di rischio per la popolazione e per il territorio.

«Oggi più che mai, le tematiche relative alla tutela ambientale sono all’ordine del giorno. Per questo motivo, abbiamo incontrato i tecnici Agsm e, dopo esserci confrontati con tutti i consiglieri presenti e le amministrazioni di San Giovanni Lupatoto e San Martino Buon Albergo, chiediamo con forza e determinazione che si avviino le indagini e gli approfondimenti necessari e obbligatori al fine di chiarire in maniera definitiva se il progetto possa avere conseguenze, anche minime, per sull’ambiente e sulla salute dei nostri concittadini» conclude Diego Ruzza, sindaco di Zevio.

Il nuovo progetto comporta una modifica all’A.I.A. approvata con deliberazione della Regione Veneto, DGRV1143/20016. È infatti prevista la sostituzione di tutti i macchinari esistenti nonché la modifica dell’attuale ciclo di lavorazione mediante l’approntamento di un nuovo sistema di trattamento di specifiche frazioni di RSU e RSAU (con recupero di energia e vendita) in funzione dell’attuale e futura modificazione della loro composizione qualitativa e quantitativa, che porterà necessariamente ricadute sensibili nei territori circostanti.

Si prevede infatti un aumento delle emissioni nelle matrici ambientali (dovute al potenziamento dei cicli di lavorazione dell’impianto) e lo stravolgimento dell’attuale impianto (produzione di FORSU fino a 40.000 tonn./anno con recupero energetico).