Bar Cristallo, orario di apertura ridotto dal sindaco

Il provvedimento del sindaco segue immediatamente la sospensione di quindici giorni dell’attività voluta dalla Questura, che ne aveva ordinato la chiusura in quanto aveva accertato che il locale era abituale ritrovo di persone con abuso di sostanze alcoliche e di soggetti pregiudicati, alcuni con precedenti penali o dediti ad attività illecite.

Deve aprire alle 9 e chiudere alle 18 il Bar Cristallo di vicolo Volto San Luca n.21. Lo ha deciso il sindaco con l’ordinanza che, da sabato 22 giugno, limita l’apertura del locale per la tutela della vivibilità del quartiere, la tranquillità quotidiana e la sicurezza pubblica. Per 30 giorni, quindi, il bar potrà lavorare solamente nella fascia oraria diurna a partire dalle 9 di mattina alle 18 (anziché dalle 6 alle 24 il lunedì e il martedì, dalle 6 alle 2 di notte gli altri giorni della settimana).

Il provvedimento del sindaco segue immediatamente la sospensione di quindici giorni dell’attività voluta dalla Questura, che ne aveva ordinato la chiusura in quanto aveva accertato che il locale era abituale ritrovo di persone con abuso di sostanze alcoliche e di soggetti pregiudicati, alcuni con precedenti penali o dediti ad attività illecite.

Per questo, nel primo giorno di riapertura, il bar è tornato a lavorare ma con orario limitato. Il provvedimento risponde alle esigenze di civile convivenza, considerato anche che nel quartiere cittadino in cui si trova l’attività, è soggetta ad altri fenomeni di assembramento di cittadini di origine extracomunitaria, che spesso degenerano in risse e degrado urbano.

L’attuale normativa, in particolare gli articoli 50 e 54 del Testo unico degli enti locali, permette ai sindaci di intervenire in caso di criticità, con ordinanze contingibili e urgenti volte a superare situazioni di grave degrado e decoro urbano, con particolare riferimento alle esigenze di tutela della tranquillità e del riposo dei cittadini.

La Polizia municipale vigilerà sul rispetto delle limitazioni. Nel caso in cui il titolare dell’attività, un cittadino di origine cinese residente a San Bonifacio, non si adeguasse alla riduzione degli orari, scatteranno le segnalazioni alla Procura della Repubblica ed ulteriori provvedimenti restrittivi, tra cui la chiusura coatta.

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